06/10/2006
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6-7 OTTOBRE, LA CNA NELLE PIAZZE PER DARE SPERANZA AL FUTURO - INTERVISTA AL PRESIDENTE MALAVASI
UNA PIANTA PER RISCRIVERE IL FUTURO. Malavasi: bisogna dare speranza a oltre otto milioni di bambini. Save The Children e CNA in piazza per raccogliere fondi per finanziarie progetti educativi in circa 20 paesi in conflitto o reduci da conflitti.
CNA nelle piazze italiane insieme all'organizzazione internazionale Save the children per offrire formazione ai bambini nelle zone di guerra. Il prossimo weekend, infatti, oltre 500 piazze italiane faranno da cornice all'evento di raccolta fondi «Le piante insegnano» il cui ricavato andrà a sostegno di «Riscriviamo il futuro», la grande sfida lanciata il 12 settembre in tutto il mondo da Save the children per assicurare, entro il 2010, con interventi diretti sul campo, l'accesso ad un'educazione di qualità a 8 milioni di bambini in circa 20 paesi in conflitto o reduci da conflitti. Formazione di insegnanti, corsi di apprendimento rapido, fornitura di libri, ricostruzione di scuole. E in sintesi quanto Save the children, la più grande organizzazione internazionale indipendente per la difesa e promozione dei diritti dell'infanzia, intende fare per riscrivere il futuro dei piccoli delle zone belliche con un investimento complessivo di 450 milioni di dollari in tutto il mondo. Domani, in Italia, acquistando una pianta di bromelia, con una donazione minima di 15 euro, si potrà contribuire al finanziamento di 3 progetti educativi in Afghanistan, Repubblica democratica del Congo e Sud Sudan. E proprio l'iniziativa «Le piante insegnano», è stata realizzata in collaborazione con ABCapital srl e la CNA che coopereranno attivamente con i volontari e il personale di Save the children nelle piazze italiane. Il mondo dell'artigianato, insomma, ha deciso di essere protagonista in questa avventura mettendosi al servizio del sociale. Il perché lo spiega a ItaliaOggi il presidente della CNA Ivan Malavasi. Domanda. Come mai la CNA ha deciso di partecipare attivamente all'iniziativa mondiale di Save the Children? R. La nostra categoria, proprio perché è profondamente legata al tessuto sociale nel quale opera, ha sempre dimostrato una spiccata sensibilità verso i problemi sociali. La nostra storia è ricca di episodi di singoli associati, di organizzazioni territoriali e dell'intera associazione a livello nazionale nei quali si è manifestata questa sensibilità, che è ormai connaturata alla nostra cultura. Voglio solo ricordare la campagna «Una barca per tornare a vivere» organizzata, insieme alla Caritas, per fornire di imbarcazioni comunità indiane colpite dallo Tsunami. D. Questa campagna però ha un obiettivo molto specifico, portare l'istruzione ai bambini che vivono nei paesi caratterizzati da stati di guerra. Cosa vi ha spinto a partecipare? R. Innanzitutto l'importanza della drammatica realtà affrontata e conseguentemente la speranza che questa campagna vuole riaccendere. «Riscriviamo il futuro» è un messaggio nel quale il nostro mondo si riconosce a pieno. Il mondo dell'artigianato, proprio per il passato al quale è così legato, rappresenta il trampolino per poter scommettere sul futuro. I nostri imprenditori lo fanno ogni giorno e c'è sembrato importante contribuire a creare le condizioni per tanti milioni di bambini sfortunati di poter anch'essi sperare in un futuro. D. Le caratteristiche della CNA, tuttavia, potrebbero far pensare a interventi puntati sullo sviluppo economico più che a quelli che mirano all'istruzione. R. Il nostro mondo è produttore di sapere, spesso un sapere antico. E un saper fare più che un conoscere e quindi forse più di altri siamo portati a comprendere che l'istruzione e la conoscenza rappresentano gli strumenti indispensabili per uscire da difficoltà che appaiono insormontabili.

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