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13/12/2006  Stampa

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Leggi questo comunicato60 ANNI DI CNA: SPECIALE ASSEMBLEA NAZIONALE

 

SPECIALE ASSEMBLEA Nazionale CNA:
Il Presidente IVAN MALAVASI: Quello che serve è il coraggio della politica


E’ mancato, in questi anni, il coraggio del cambiamento e così è mancata la spinta per le necessarie riforme di cui il paese ha vitale bisogno. Si può con qualche ragione affermare che dopo la fase di predisposizione dell'entrata dell'Italia nell'euro, che inizia a ben vedere nel 1993 con il protocollo sulla politica dei redditi, continua nel 1995 con la riforma della previdenza e nel 1996 con il varo degli studi di settore, si interrompe un ciclo e si entra in una fase di perdurante inconcludenza propositiva e innovativa.
In realtà è il sistema politico che stenta a trovare nuovi equilibri e nuove visioni comuni dell'Italia nell'era della globalizzazione. Si stempera ogni spinta realmente innovativa, si ripercorrono le strade senza tempo dei conflitti illogici e con esse si polarizza il confronto politico e le ragioni del buon senso vengono tenute tra loro distanti dalle tante spinte al «non senso» presenti in entrambi gli schieramenti. Si cominciano le liberalizzazioni ma si consolidano i monopoli. Una buona quota del capitalismo italiano dismette partecipazioni in settori ad alta competitività e si rifugia nella comoda rendita delle economie tariffate. E la politica assiste senza un impegno reale a una economia in difficoltà, ma che pure tiene con la unghie e con i denti, quella dei piccoli e medi imprenditori. Senza sostanziali interventi e ristrutturazioni in grado di tenere alti i giri di un motore che perde colpi. La spesa pubblica cresce e con essa l'inefficienza e la confusione della pubblica amministrazione. I fondi europei si disperdono in mille rivoli e se ne perde più del 50% (a vantaggio di altri come la Spagna). Il regionalismo si afferma sulla carta ma proliferano le province, mentre rimaniamo ipertrofici nei ministeri e con una quantità di comuni (oltre 8.950) da capogiro. Anni in cui si sono confrontate varie forme di conservatorismo e si è consumata una reale divisione del paese tra imprese e lavoratori garantiti e imprese e lavoratori senza rete e senza sostegno.
Manifestano i garantiti che chiedono di più per sé. Si espongono i défilée delle imprese protette e ciò in amene località. Mentre un mondo sotto sforzo è frustrato dalle accuse di nanismo che gli piovono addosso da tutta la stampa di «lor signori». La politica è dedita al compromesso, convalidato da un'assurda legge elettorale fatta apposta per fare emergere ogni ragione, anche la più piccola della politica e dimenticare la politica delle ragioni. La Finanziaria 2007 per ora conferma: i due tempi, prima il risanamento (sic!) dei conti poi le riforme (la fase 2). Forse la corda sta rompendosi. Ci vuole il coraggio delle grandi riforme a partire dalla pubblica amministrazione e giustizia, dalle liberalizzazioni, dagli ammortizzatori sociali, dalle pensioni. Ci vuole il coraggio della politica e della società italiana tutta e ci vuole, e chi governa lo deve sapere, una visione positiva e vincente che solo una grande classe dirigente può esprimere. Pochi mesi ancora per capire se questa classe dirigente l'Italia l'ha finalmente trovata. La CNA chiede a palazzo Chigi l'avvio di una nuova fase di concertazione per lo sviluppo del paese. Dopo la Finanziaria via al dialogo. Subito il confronto su previdenza, giustizia e liberalizzazioni.

 

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