07/06/2006
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AMBIENTE, STANGATA SULLE PMI. EFFETTI DANNOSI DEL NUOVO CODICE.
L'attuazione del nuovo codice ambientale sta provocando danni enormi alle imprese. La denuncia parte dalla CNA che sottolinea come i primi verbali redatti dagli organi di controllo, per il trasporto di rifiuti propri, sanzionano pesantemente le pmi». Si tratta di un tipo di trasporto svolto accompagnando il carico con la sola ricevuta dell'avvento invio della domanda alle sezioni regionali dell'Albo gestori ambientali e del relativo formulario, spiega Tommaso Campanile, responsabile del dipartimento competitività e ambiente della CNA. «Il fatto grave è che contemporaneamente gli autotrasportatori extracomunitari scorrazzano per la penisola trasportando le peggiori schifezze senza rischiare alcun controllo, essendo sottratti alla legislazione sui rifiuti in base proprio a questa nuova legge. Il che dimostra quanto sia criminale il disegno che ha supportato la stesura del nuovo Testo unico ambientale, ovvero il dlgs 152/2006».
Secondo la nuova normativa le sanzioni più pesanti, in particolare, sono quelle prospettate per la violazione dell'articolo 267 e seguenti in materia di emissioni in atmosfera.
«Sanzioni dovute alle allucinanti, ingarbugliate procedure autorizzative che stanno ingenerando ansia e depressione nei soggetti costretti ad adottare questi nuovi iter procedurali», chiarisce Campanile. «In questo caso la sanzione che leggiamo su qualche verbale è l'arresto fino a due anni e dell'ammenda fino a 1.030 euro». Ma non basta. «Vengono comminate pesantissime sanzioni in violazione al decreto legislativo 238/99 in materia di risorse idriche, di cui il decreto legislativo 152 nel titolo III si è completamente dimenticato, violando così i presupposti della stessa legge delega che obbligava il governo a emanare provvedimenti di razionalizzazione e di superamento della legislazione precedente»,insiste Campanile.
Infine, fa notare la Cna, il dpr 254/2003 (regolamento recante disciplina dei rifiuti sanitari) prevede una regolamentazione specifica per la gestione dei rifiuti sanitari, tra cui rientrano i rifiuti taglienti monouso quali aghi, siringhe, altri taglienti, prodotti al di fuori delle strutture sanitarie quali istituti estetici e similari. «Oltre 100 mila acconciatori ed estetiste in tutto il paese», annuncia Campanile, «stanno aspettando di sapere come gestire i rifiuti considerati a rischio infettivo dal, ministero dell'ambiente e che, in applicazione del nuovo codice, dovrebbero sottostare alle stesse regole, oneri, costi di gestione e smaltimento dei rifiuti prodotti dai reparti infettivi dei nosocomi, o dei rifiuti tossico nocivi sottoposti a legislazione speciale. Un grande affare anche questo, a cui va posto riparo al più presto».
La situazione in Italia secondo CNA, dunque, sta diventando paradossale. «Da un lato», chiarisce Tommaso Campanile, «le nostre imprese vivono nell'incertezza della legge da attuare dei comportamenti da tenere, dovendo affrontare nuove spese, nuovi e pesanti oneri burocratici, costose procedure che si riflettono in una marcata perdita di competitività e aumento dei prezzi. Dall'altra, i cittadini assistono inermi alle continue violenze all'ambiente, alle denunciate truffe sulla gestione dei rifiuti, all'avvelenamento dell'atmosfera perpetrato dai soliti noti, al continuo esborso di denaro pubblico per pagare le condanne della Corte europea di giustizia».
Una situazione che deve trovare, necessariamente, una via d'uscita. «Quand'è che il governo intende fermare questo scempio?», chiede Campanile. «E quando sarà abrogato questo codice ambiente che sta provocando questi disastri?».
È necessario, fa appello insomma la Cna, dare una mano alle imprese sane e produttive e operare per una vera tutela al paese. «C'è una responsabilità del legislatore che aumenta ogni giorno in ragione dei danni che quotidianamente vengono prodotti in attuazione del decreto legislativo 152/2006», conclude Campanile. «Le piccole e medie imprese italiane aspettano notizie».
Da cna.it

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