13/01/2006
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APPALTI: RISCRITTA LA LEGGE MERLONI, ALLARME DELLE PMI
APPALTI, ALLARME DELLE PMI SUL CODICE. Riscritta radicalmente da Palazzo Chigi la Legge Merloni. Critiche al governo per non avere avviato alcuna consultazione preventiva sul nuovo regolamento. Le piccole e medie imprese lanciano l'allarme sugli appalti e denunciano una riscrittura della legge Merloni da parte del governo che ha il sapore di un autentico smantellamento. Uno smantellamento tanto più grave perché compiuto senza consultare in alcun modo protagonisti importanti del settore edile quali sono le pmi.
Palazzo Chigi, infatti, si accinge a varare il nuovo Codice dei contratti pubblici di lavori, servizi, forniture che, partendo dalla necessità di recepire le direttive 2004/17 e 2004/18 dell'Unione europea, riscrive in realtà in maniera radicale la legge Merloni. Assenti, durante la predisposizione del testo, le associazioni di rappresentanza delle piccole e medie imprese e delle imprese artigiane, che non sono state coinvolte dall'esecutivo nemmeno in ambito consultativo.
«La legge comunitaria 2005 delegava il governo a recepire le due direttive comunitarie in materia di appalti pubblici di lavori e di forniture, afferma Giuliano Sciarri, responsabile di Cna Costruzioni, «mentre il codice predisposto dalla commissione della presidenza del consiglio interviene a cambiare radicalmente l'intera normativa esistente, eliminando o modificando alcuni degli aspetti qualificanti della legge Merloni.
Una legge, questa, che necessita certamente di essere modificata ed aggiornata ma che, è bene ricordarlo, nacque nel periodo successivo a Tangentopoli per introdurre regolarità e trasparenza nei lavori pubblici, con un ampio e responsabile coinvolgimento delle forze sociali».
Insomma, le rappresentanze dell'artigianato e della piccola impresa non ci stanno all'idea di non avere avuto alcuna possibilità di espressione della loro posizione nei confronti di uno strumento pure determinante per il loro lavoro.
«Al di la del merito del testo che si intende introdurre, è il metodo ad essere inaccettabile»», insiste Giuliano Sciarri. «Quello che è grave, infatti, è l'avere proceduto senza che le organizzazioni di rappresentanza delle imprese artigiane e della piccole e medie imprese siano state informate e consultate sulla definizione della nuova normativa».
La bozza del codice modifica ed estende, tra l'altro, la disciplina della trattativa privata, prevede l'avvalimento (la possibilità di un soggetto di partecipare a gare utilizzando i requisiti di un'altra impresa) e rende possibile alle stazioni appaltanti affidare insieme progettazione e lavori.
Ancora, il regolamento consente. affidamenti diretti di incarichi di progettazione fino alla soglia di 154 mila euro ed estende l’uso dell’accordo quadro, possibile anche con un solo operatore per un massimo di quattro anni. Il testo recepisce, infine, le nuove procedure previste dalle direttive comunitarie, in particolare le aste elettroniche ed il dialogo competitivo.
Siamo di fronte ad un'innovazione legislativa di grande portata, che modifica sostanzialmente le procedure di affidamento dei lavori pubblici», continua Sciarri. Un testo complesso, di oltre 200 articoli, che introduce nuove modalità di assegnazione di appalti e forniture». Proprio per la sua importanza ed imponenza, secondo le pmi, il varo della nuova normativa non può passare inosservato.
«Questi cambiamenti, per l'entrata in vigore dei quali si ipotizza un tempo brevissimo possono provocare problemi seri sia alle imprese che alle stazioni appaltanti, sicuramente non in grado di adeguarsi immediatamente alle nuove procedure», chiarisce il responsabile di CNA Costruzioni. «Si rischia, poi, un'ulteriore frenata nel settore delle opere pubbliche ordinarie, che andrebbe ad aggiungersi a quella indotta dalla diminuzione delle risorse disponibili, con effetti pesantemente negativi sulle imprese delle costruzioni e sull'intera economia».
Per queste ragioni CNA costruzioni ha chiesto che il governo attivi entro breve tempo un confronto di merito con tutte le organizzazioni imprenditoriali interessate, prima del varo del provvedimento.

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