20/09/2005
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AUMENTI SULLE REVISIONI AUTO.
AUMENTANO I DIRITTI DI SEGRETERIA SULLE REVISIONI AUTO CNA: per gli automobilisti oltre il danno anche la beffa
Per il riconoscimento della professionalità tecnica dei centri di revisione a tutela degli automobilisti e della sicurezza stradale.
Si esaspera ancora la situazione che vuole vedere nella revisione auto un balzello da pagare e non uno strumento attraverso il quale tutelare la corretta manutenzione del parco auto circolante e, di conseguenza, la sicurezza stradale.
E’ di ieri la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale che dispone l’aumento della tassa di concessione governativa da 5,16 euro a 7,80 euro, con decorrenza 19 settembre 2005, un aumento che porterà nelle casse dello Stato circa 16 milioni di euro per l’anno in corso.
Sempre riguardo agli oneri "aggiuntivi" legati alle operazioni di revisione, nell’ultimo biennio le Poste Italiane hanno incrementato il costo dei bollettini postali di circa il 120%.
Ed i vantaggi per gli automobilisti a fronte di questi maggiori esborsi? Nessuno!
CNA-autoriparazioni, l’associazione spezzina degli autoriparatori, ritiene inaccettabile una situazione che vede incrementi di costi e imposte che nulla hanno a che vedere con le operazioni di revisione, mentre le tariffe dei centri di revisione sono bloccate a quelle praticate nel 1999.
Le aziende ad oggi, non hanno goduto neanche del semplice adeguamento agli indici ISTAT, per non parlare delle richieste della Categoria derivanti dagli investimenti ai quali le aziende del settore hanno dovuto fare fronte in questi anni.
L’allarme è stato lanciato più volte: questo stato di cose favorisce il fenomeno delle “revisioni fasulle” o eseguite in modo approssimativo. I Centri di revisione incassano attualmente 25,82 euro per ogni revisione, cifra insufficiente a coprire il costo del servizio. Se la tariffa non sarà adeguatamente incrementata, pertanto, non saranno più in grado di garantire la qualità ma saranno costretti a contrarre i tempi a scapito dell’accuratezza dei controlli e quindi la sicurezza del cittadino, ipotesi che le nostre aziende per la loro professionalità e serietà non intendono neppure prendere in considerazione. Il settore, peraltro, risente della concorrenza sleale ad opera di soggetti che operano in assenza degli idonei requisiti, con l’unico obiettivo di eseguire il maggior numero di revisioni e nel più breve tempo possibile. Ciò è reso possibile dalla totale assenza di controlli a seguito della concessione dell’autorizzazione da parte dell’Organismo preposto, nonostante lo Stato abbia incassato, dal 1999 ad oggi circa 670 milioni di euro tra tasse di concessione ed IVA attraverso le revisioni effettuate dai privati. In Italia la tariffa per le officine di revisione è ferma dal 1999 a 50.000 lire, gli attuali 25,82 euro, contro i 43 euro della Germania, i 52 della Francia, i 50 della Gran Bretagna ed i 59 dell’Olanda. Bisogna infatti precisare che dei circa 40 euro pagati dal cittadino, ben 15 sono riferiti a tasse e concessioni governative. I Revisori Auto della CNA e delle altre associazioni di categoria sollecitano pertanto, ancora una volta, l’emanazione del decreto di adeguamento della tariffa che preveda una giusta remunerazione per gli operatori. La CNA e le associazioni di categoria, in costanza di silenzio da parte del Governo su questa annosa problematica, si riservano tutte le opportune forme di tutela delle aziende associate e della sicurezza degli utenti, ivi compresa la dichiarazione dello stato di agitazione della Categoria.

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