07/07/2006
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CREDITO: POTENZIARE I CONSORZI FIDI E ARTIGIANCASSA
“Il credito è un fattore di competitività per le piccole imprese. Al Governo e Parlamento chiediamo l’impegno a migliorare le condizioni di accesso ai finanziamenti bancari da parte di artigiani e piccoli imprenditori”.
Lo hanno sollecitato oggi i rappresentanti di Confartigianato, CNA e Casartigiani, durante la 12a Assemblea annuale di Fedart Fidi, la Federazione Nazionale Unitaria dei Consorzi e delle Cooperative Artigiane di Garanzia Fidi costituita da Confartigianato, CNA e Casartigiani.
“Per i piccoli imprenditori — hanno fatto notare gli esponenti delle Confederazioni dell’artigianato e delle Pmi - rimane l’emergenza-credito. Il rapporto tra banche e artigianato continua presentare aspetti critici per la quantità, la qualità e le condizioni dei finanziamenti erogati. Basti considerare che, oggi, del totale dei finanziamenti bancari al sistema economico, appena il 4,7% (pari a 54 miliardi di euro) va all’artigianato, e soltanto il 29,2% va alle PMI. Anche la qualità del credito, seppure in costante miglioramento, è ancora largamente incentrata sui finanziamenti a breve (49,5%) rispetto a quelli a medio-lungo termine, con maggiori costi e squilibri nella gestione aziendale. Senza dimenticare che l’85% dei finanziamenti bancari all’artigianato è erogato nelle regioni del centro- nord, mentre al Mezzogiorno, dove opera quasi il 30% delle imprese artigiane, va solamente il 15% del credito. Per questo è necessario potenziare lo strumento dei Consorzi di garanzia fidi che si confermano molto efficaci per favorire l’accesso ai finanziamenti bancari da parte delle piccole imprese”.
“Il potenziamento del ruolo dei Consorzi Fidi — hanno aggiunto - è tanto più importante ed urgente in vista di Basilea 2. Basilea 2 non deve diventare un ulteriore elemento di complicazione nel rapporto tra banche e piccole imprese e non deve trasformarsi nell’ennesimo fattore di discriminazione tra piccoli e grandi imprenditori”.
A giudizio dei leaders di Confartigianato, CNA e Casartigiani, “i nuovi criteri di accesso al credito potranno costituire un’opportunità se terranno conto delle realtà produttiva italiana ed europea formate per il 97% da micro e piccole”.
“Per rilanciare la competitività delle nostre aziende — hanno sottolineato - serve una politica creditizia adeguata e compatibile con le esigenze delle piccole imprese ed uno sforzo comune che coinvolga anche le banche. Gli istituti di credito devono cominciare a fare la loro parte: devono imparare ad investire sulla piccola impresa, a considerare il nostro settore decisivo per creare reddito, occupazione, nuova imprenditorialità, offrendo servizi migliori a costi contenuti. Occorre, insomma, un accesso al credito che non sia una corsa ad ostacoli per il piccolo imprenditore ma che ne sostenga e ne faciliti le occasipni e le potenzialità di crescita. Abbiamo bisogno di un maggior numero di banche di territorio che, da sempre, svolgono un ruolo fondamentale nel finanziamento dei sistemi produttivi locali”.
“E’ altrettanto indispensabile — hanno concluso - rivitalizzare e potenziare quello che, da 50 anni, rappresenta uno straordinario strumento di finanziamento delle imprese artigiane: l’Artigiancassa. Non vi è stato imprenditore artigiano, in questi 50 anni, che abbia comprato un tornio o costruito un laboratorio senza far ricorso ad Artigiancassa. Abbiamo bisogno di una nuova e forte Artigiancassa”.

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