21/04/2006
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ENERGIA. IL NUOVO GOVERNO DEVE INTRAPRENDERE UNA NUOVA POLITICA
L’Italia è sotto indagine da parte della Comunità europea per non avere recepito nei tempi previsti la direttiva sulle fonti rinnovabili. Un maggiore ricorso alle fonti rinnovabili infatti rientra tra gli obiettivi fissati dal libro verde della Commissione che mira ad attuare la strategia della UE per una energia sostenibile, sicura e competitivia. Tra gli otto paesi che non hanno rispettato l’indirizzo della Comunità, l’Italia compare sia tra quelli che non hanno relazionato sulle iniziative intraprese sia tra quelli che hanno adottato iniziative giudicate insufficienti. Come gli altri paesi interessati, l’Italia ha tempo fino al mese di giugno per presentare le proprie osservazioni. Ricordiamo che l’obiettivo della direttiva è di promuovere l’uso di energia elettrica da fonti rinnovabili per una quota che il provvedimento fissa nel 21% di energia elettrica sul consumo totale dell’Unione entro il 2010. Se le ragioni che l’Italia porterà al parlamento saranno giudicate insufficienti, ci attende la Corte di giustizia dell’Aia. Nonostante in Italia ci sia una esposizione al sole di due o tre volte superiore alla Germania, in tutto il nostro territorio sono stati installati pannelli solo per 30 MW di potenza contro i 363 della Germania ed i 280 del Giappone. Il numero delle domande di incentivazione per gli impianti fotovoltaici presentate negli ultimi tempi al GRTN, dimostrano peraltro come anche in Italia il “paese reale” sia molto sensibile ai temi dell’ambiente e dell’energia, molto al di sopra di quelle che fino ad ora sono state le risposte fornite dai governi che si sono succeduti. In sintesi, occorre un impegno forte del nuovo Governo per realizzare un provvedimento che garantisca la incentivazione costante e duratura della produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici. In questo contesto bisogna semplificare le procedure necessarie alla domanda e svincolare la concessioni degli incentivi, alla connessione con la rete di distribuzione prevedendo inoltre l’adeguamento delle tariffe incentivanti agli indici Istat. Anche sul versante del risparmio energetico c’è bisogno di fare concreti passi in avanti. Resta davvero improponibile assegnare a chi ha interesse a vendere e/o a distribuire i combustibili e le energie tradizionali, il compito di presiedere ad una attività di incentivazione e controllo del risparmio e dell’utilizzo delle rinnovabili. Anche in questo contesto ci attendiamo passi decisi in una direzione nuova, che si apra davvero al mercato e che consenta a chi si propone per erogare servizi che si propongono di realizzare gli obiettivi fissati dalla Comunità di potere misurarsi ad armi pari in un mercato nel quale siano banditi privilegi e posizioni monopoliste. In questo ambito le piccole imprese e quelle artigiane attraverso le loro forme consortili possono dare un forte contributo mettendo in campo nuove capacità organizzative e professionali. Occorre quindi un indirizzo certo da parte del nuovo governo che renda evidente la sua volontà di sganciarsi da superate concezioni che facendo perno sulle grandi aziende monopolistiche italiane, finiscono per ostacolare quel salto di qualità di cui c’è drammaticamente necessità anche in questo settore. Solo in questo contesto di nuove certezze gli imprenditori potranno investire in un mercato che si presenta in grado di dare risposte importanti non solo per la salvaguardia dell’ambiente e per affrancare l’Italia da una dipendenza energetica esterna che rischia di strangolarla, ma anche per lo sviluppo di settori innovativi ed interessanti per le stesse imprese e per la nostra economia.

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