30/10/2006
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FINANZIARIA: INTERVENTO DEL PRESIDENTE CNA ALLA MANIFESTAZIONE UNITARIA
L'intervento di Ivan Malavasi, Presidente Nazionale della CNA, all’iniziativa unitaria di Roma: trascurata riorganizzazione spesa pubblica, penalizzato fortemente il sistema di imprese L'artigianato e il commercio rappresentano ad oggi più di 4 milioni di imprese. Il 70% del sistema produttivo italiano. Ma anche 13 milioni di addetti, pari al 63% degli occupati. E' quanto hanno ricordato questa mattina a Roma i leader di CNA, Confartigianato, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti, nell'ambito della manifestazione 'Le imprese. L'Italia”, per protestare contro la Manovra finanziaria. Dal 2000 al 2004, è stato sottolineato dai Presidenti nazionali delle organizzazioni, il numero delle Pmi é cresciuto di oltre 130 mila unità, creando 1,2 milioni di nuovi posti di lavoro. Al contrario l'industria nello stesso periodo ha perso circa 150 mila posti di lavoro. In termini di Pil, hanno rilevato ancora i leader delle cinque organizzazioni, il contributo dato dal commercio e dall'artigianato è pari al 70% e sta facendo segnare un'ulteriore crescita negli ultimi anni. Inoltre, hanno spiegato da ultimo, le imprese dell'artigianato, del commercio e dei servizi, contribuiscono all'export italiano per circa il 40%.
"Le misure di bilancio adottate nell'ambito della Finanziaria trascurano la necessità di riorganizzare e ridurre la spesa pubblica, penalizzando invece il sistema delle imprese, che in questi anni ha garantito l'occupazione e la tenuta economica e sociale del Paese", ha detto il Presidente Nazionale di CNA Ivan Malavasi, che ha aperto in questo modo il suo intervento nell'ambito della manifestazione di questa mattina. “Sono molti - ha lamentato il Presidente CNA - i provvedimenti della Manovra finanziaria che danneggiano le piccole e medie imprese italiane. Tra questi, ha spiegato, "l'aumento della pressione contributiva sugli apprendisti, che di fatto qualifica ideologicamente come lavoro precario un istituto che, in realtà, per oltre 50 anni ha creato lavoro e professionalità, colpendo in questo modo l'unico strumento rimasto di ingresso agevolato sul mercato del lavoro". Con la nuova modulazione delle aliquote Irpef, ha denunciato ancora Malavasi "si intende ottenere un risultato redistributivo, e ciò avviene con una ulteriore sperequazione. Infatti - ha aggiunto - il reddito oltre il quale aumentano le tasse per un dipendente è di 40mila euro, mentre per un autonomo è di 32mila euro". Quindi, si è chiesto, "il nostro reddito vale forse di più, visto che noi e non altri dobbiamo considerare il rischio di impresa?". Per quanto concerne il cuneo fiscale, ha lamentato ancora il Presidente CNA, "le nostre aziende non solo riceveranno un minore beneficio in ragione del minor numero di dipendenti per ogni unità di impresa, ma per quelle di più piccole dimensioni ogni beneficio sarà annullato". "Ci saremmo aspettati - ha concluso Malavasi - anche in ragione del diverso trattamento realizzato nell'ambito del cuneo, una diversa modulazione dei premi Inail che, per artigianato e commercio, producono all'Istituto un avanzo di gestione di 1,8 miliardi l'anno".
da www.cna.it

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