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06/07/2005  Stampa

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Leggi questo comunicatoFITA: PREOCUPAZIONE PER LE IMPRESE DI AUTOTRASPORTO

 

Gli autotrasportatori della Cna esprimono la forte preoccupazione di tutta la categoria per l’allarme suscitato dalla eventualità, paventata dalla dirigenza della Contship, di licenziare, qualora non si trovasse soluzioni positive per lo sviluppo del porto spezzino, 100 dipendenti.

La preoccupazione è rivolta sia ai dipendenti della Contship ma anche verso le imprese di autotrasporto che subirebbero, a loro volta, conseguenze serie sia per i loro occupati che per i volumi di attività nei trasporti stessi.

Per gli autotrasportatori della CNA deve essere scongiurato il pericolo della decadenza del porto spezzino che deve essere invece rilanciato attuando il dragaggio per permettere il risanamento e lo sviluppo e facendo sistema con gli altri porti liguri e del tirreno.

L’autotrasporto rappresenta un notevole punto di forza dell’economia provinciale con le sue 500 imprese piccole medie e grandi. Da occupazione a circa 1500 dipendenti anche in virtù del valore aggiunto derivato dal porto mercantile.

Gli autotrasportatori ritengono indispensabile un maggior coinvolgimento delle imprese spezzine da parte del porto affinché possa determinarsi uno sviluppo delle imprese locali sia in termini economici che occupazionali.
Su questo obiettivo saranno coinvolti i terminalisti ma anche l’Autorità Portuale, in quanto principali protagonisti delle decisioni che vengono assunte in ambito portuale.

A questo fine devono determinarsi condizioni migliori per le infrastrutture e la viabilità che spesso sono un ostacolo all’attività delle imprese stesse che sono interessate a dare servizi sempre migliori in un rapporto positivo con la comunità.

I punti di crisi della categoria dell’autotrasporto risiedono nel continuo aumento dei costi del gasolio, delle autostrade e delle assicurazioni.
Con l’aumento di oltre il 30% del costo alla pompa del gasolio, equivalenti a 1.200 milioni di euro, le aziende rischiano il collasso.

Si richiede al governo un intervento urgente, quale l’abbassamento delle imposte sul gasolio, che come nel passato, calmierò i costi e consenti alle nostre aziende di poter prendere una “boccata d’ossigeno”.
A fronte dell’aumento del gasolio e delle autostrade, le imprese continuano ad operare con tariffe ferme al 1998.
Un provvedimento logico sarebbe quello di equiparare il gasolio da trazione per il trasporto su gomma a quello agricolo.

Emerge con sempre più forza la volontà degli autotrasportatori di essere considerati un valore par il paese, che concorre al PIL nazionale con oltre il 7% e che invece rischia di essere marginalizzato, con conseguenze pesantissime in termini economici ed occupazionali.

 

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