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12/04/2006  Stampa

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Leggi questo comunicatoGIOVEDI' AL PALASPRINT, GARA 1 SCUDETTO: TERMOCARISPE - SCHIO

 

Termo, non è un’impresa disperata

Giovedì gara-1 dei quarti: di fronte la squadra più forte d’Italia, Schio. Ecco perché le bianconere ce la possono fare
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Uno scudetto da strappare dalla maglia: di fronte, la Fortitudo del basket femminile. Passato da squadra un po’ sfigata, sempre nell’Olimpo della pallacanestro rosa, ma ancora a secco di titoli nazionali prima di quello, bellissimo, della scorsa stagione. La Famila Schio che scende giovedì al PalaSprint (ore 20,30, arbitri i sigg. Scrima di Catanzaro e Di Francesco di Teramo) per la gara-uno dei quarti dei playoff del campionato di serie A1 non è solo la capolista. E’ la principale indiziata per la vittoria finale: campione in carica, una panchina di profondità inaudita (si veda l’”n.e.” dell’azzurra Ramon nell’ultimo big match contro Faenza), 2-0 nei confronti diretti con le bianconere in questa stagione, seppur non senza soffrire.

Messa così, TermoCarispe Corazòn-Famila Schio pare una formalità, le spezzine come animali da immolare sul percorso verso il bis delle biancarancio, e le campionesse in carica a cenare coi resti delle loro avversarie.

Ed invece.

Spezia-Schio sarà soprattutto guerra di nervi, ancor prima che di tecnica. Le bianconere sotto le plance sembrano avere nonostante tutto qualcosina in più (la Thomas di quest’anno è ben più solida di Cinzia, e Balleggi è un nome che fa sempre paura), ma le esterne scledensi sono di livello stratosferico: l’angelo biondo Penny, certo, ma anche Masciadri con le sue bombe e Betta Moro con il suo furore agonistico sono i perni di una squadra che a livello di roster non teme confronti sul palcoscenico nazionale.

Dal Veneto, la stampa dà per certa la riconferma del gruppo che ha umiliato Faenza nell’ultima giornata di campionato: le biancarancio sono in perfetta forma psico-fisica, ed arrivano ai playoff cariche dopo la splendida rimonta in regular season e con la giusta dose di rabbia dopo l’onta dell’eliminazione in Coppa Italia davanti al proprio pubblico (le scledensi tenevano molto a portare a casa il tris di coppe consecutive, e la novità del canestro a 2,90 ha finito per penalizzare soprattutto la loro squadra di grandi tiratrici dall’arco). Le campionesse in carica, dunque, con ogni probabilità si presenteranno al PalaSprint con Moro in posizione di play, le cecchine Taylor e Masciadri (rispettivamente 3° e 5° miglior tiratrice del campionato: nell’ultimo match hanno sparato a salve solo perché coach Fossati ha chiesto loro un impegno super in difesa: e ne sa qualcosa Ballardini, che ha chiuso con un insolito –2 di valutazione) come esterne, e la collaudata coppia Bethany Donaphin-Cintia Dos Santos (in due collezionano oltre 5 rimbalzi offensivi di media) a dar più sostanza che qualità sotto le plance. In panchina, dopo i tagli forzati del fenomeno Grubin e del play italoamericano Angela Zampella, andranno la nazionale Federica Ciampoli (ala-pivot, ’80, 190 cm, da Parma), l’eterna Marta Rezoagli (33 primavere, e non sentirle), la piccola neoarrivata Eleonora Lascala, l’altra nazionale Emanuela Ramon e la fida Anna Pozzan.

Un organico stellare, certo, ma che non mette al riparo dalle paure chi deve condurle al titolo: “La formula – unica a livello europeo per i playoff, ndr – ci penalizza molto” esordisce Fabio Fossati, che poi predica umiltà per le sue “sappiamo di dover affrontare una squadra forte, che giocherà sulle ali dell’entusiasmo per aver agganciato il treno dei playoff al volo, in un palazzetto particolarmente caldo: questa gara-1 è fondamentale”. Il vero incubo che scombussola le notti del tecnico scledense, però, ha occhi spiritati, gambe sottili e passo felpato, e da queste parti va sotto il nome di “Lethal Weapon”: “Holland-Corn è una giocatrice in grado di vincere una partita da sola, ed è innegabile che se è in serata diventa davvero difficile marcarla”, ammette Fossati.

L’altra faccia della medaglia è quella più placida, di chi entra nei playoff per dare tutto, e parte a fari spenti per diventarne la mina vagante. “Siamo pronti ad affrontare questa sfida” rilancia subito coach De Santis “Spero di poter recuperare Eva – Giauro, che sta facendo notevoli progressi, ndr – ma soprattutto spero di trovare tanta gente al palazzetto giovedì sera, che spinga questa che è una squadra fortemente emotiva come è già successo nel passato (vedi Como, ndr)”. La voce dell’allenatore delle bianconere trasmette serenità a chi lo ascolta: “Sono molto tranquillo, molto più di come potevo essere 20 giorni fa. Ho grandissimo rispetto dell’avversario che abbiamo di fronte, e del loro coach, che considero un vero esempio di signorilità oltre che di competenza tecnica, ma sono convinto che offrendo una prestazione intensa dal punto di vista emozionale possiamo davvero battere chiunque, e la formula casa-fuori-fuori, che di certo è iniqua per chi sta davanti, in questo senso ci aiuta”, conviene il coach. Il test di lunedì contro la nazionale irlandese è stato forse meno competitivo del previsto: “Ci aspettavamo in effetti un incontro più probante, ma comunque abbiamo corso molto ed il match ci ha fatto bene”.

A Schio, dopo la falsa partenza stagionale, lo strappo giocatrici-tifosi si è prontamente ricucito, e giovedì saranno circa 50 i sostenitori vicentini al seguito della squadra. Al PalaSprint, troveranno gli amici dei Suporters Spèsa (le due tifoserie sono gemellate), che stanno ultimando i preparativi per rendere l’impianto di via Parma una vera e propria bolgia infernale. Per provare a sognare, la legge delle mura amiche non può fallire certo adesso, nel momento in cui ogni partita vale tutto, ed è già di fatto una roulette, dentro o fuori invece che rosso e nero.

Adesso c’è uno scudetto da strappare dalla maglia delle avversarie: chissà, però, che una volta scucito non possa tornare poi comodo altrove.

 

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