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19/01/2007  Stampa

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Leggi questo comunicatoGLI ACCONCIATORI CNA SULLE LIBERALIZZAZIONI PROPOSTE DAL GOVERNO

 

Liberalizzazione acconciatori: già realizzata da 10 anni

Apprendiamo dalla stampa che barbieri e parrucchieri saranno i protagonisti della fase 2 delle liberalizzazioni. In questo senso oggi o al più tardi la prossima settimana il provvedimento dovrebbe essere all’esame del Consiglio dei ministri.

L’iniziativa del Ministro Bersani, come la precedente assunta a luglio che ha visto tra i protagonisti i panificatori, sarebbe indirizzata a processi di liberalizzazione e abolizione di vincoli come quello relativo alla chiusura obbligatoria del lunedì.

Gli acconciatori italiani, così li definisce una legge approvata dal Parlamento del settembre del 2005 e quindi non più barbieri e parrucchieri, ritengono che il provvedimento proposto sia quanto meno in ritardo rispetto alla evoluzione che il settore ha vissuto negli ultimi 10 anni.

Il presidente nazionale degli acconciatori CNA Savino Moscia, afferma in proposito che la categoria non teme “processi di liberalizzazione” ricorda anzi come in moltissimi comuni sono state da lungo tempo abolite le distanze minime tra esercizi, le tariffe concordate a livello comunale, e contemporaneamente sono state introdotte forme di flessibilità nella determinazione degli orari giornalieri al pubblico e delle giornate di chiusura.

Moscia rammenta inoltre che la competenza nazionale in merito all’attività di acconciatura è “esaurita” con l’approvazione da parte del Parlamento della legge 174/05 “disciplina dell’attività di acconciatore”, che ha modificato la precedente normativa nazionale risalente al 1970. Ora sono quindi le regioni e i comuni competenti a determinare con la massima autonomia norme e regole relative alla localizzazione delle imprese sul territorio, non c’è quindi nulla da inventare.

Il fatto che in Italia operino oggi circa 100 mila aziende di acconciatura dimostra come l’accesso al mercato sia già aperto al massimo. Si tratta del numero più elevato di imprese rispetto a tutti gli altri Paesi europei come ricorda Antonio Marino vice presidente di Coiffure EU, l’associazione europea di categoria.

Il Presidente Moscia esprime invece la preoccupazione che le liberalizzazioni proposte dal Governo colpiscano settori e situazioni che non andranno ad incidere sui veri nodi che imprese e famiglie devono affrontare in termini economici e di qualità dei servizi erogati.

Da una finanziaria che ha “movimentato” direttamente e indirettamente circa 40 miliardi di euro usciti dalle tasche di cittadini e imprese, ci si aspettavano processi di liberalizzazione più incisivi che toccassero ad esempio i costi dei servizi bancari, della luce, del gas, dei carburanti, dei servizi delle municipalizzate. Provvedimenti realmente efficaci a determinare il miglioramento dei conti delle famiglie e delle imprese e utili allo sviluppo del Paese.

Invece, alla luce di quanto si prospetta non si esclude che dopo la fase 1 che ha visto protagonisti tassisti e panificatori e la fase 2 che vedrà alla ribalta gli acconciatori arriverà la fase 3 attraverso la quale ci attendiamo la liberalizzazione dei fiorai.

 

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