26/01/2006
|
 |
INDAGINE SUL COMMERCIO IN LIGURIA. INTERVENTO DELL'ASS. GUCCINELLI
Indagine commercio, la Liguria ai primi posti in Italia per numero di addetti nel settore, i liguri consumatori oculati che mediano tra qualità e prezzo. Assessore Guccinelli: "Pronto a metà febbraio la bozza del testo unico sul commercio". La Liguria è ai primi posti in Italia per l'importanza che ha la rete commerciale sul suo territorio, i suoi addetti infatti rappresentano il 20% dell'occupazione totale ligure, il valore più alto in Italia. Ma tra il 2000 e il 2005 le vendite delle imprese al dettaglio sono diminuite di 2,9 punti percentuali, di più dunque rispetto alla media italiana che si attesta a - 2,6%, nonostante la capacità di spesa del consumatore ligure sia più elevata rispetto al consumatore medio italiano attestandosi su un + 17,6%. E con le vendite diminuiscono in Liguria anche gli acquirenti per la più accentuata percezione che l'inflazione reale sia più elevata di quella ufficiale. In realtà invece l'inflazione in Liguria appare più contenuta rispetto alla media nazionale, soprattutto a Genova e a Savona. Il consumatore ligure dunque si attesta ancora una volta come un consumatore consapevole, che prevede di ridurre le spese per i prodotti alimentari e di contenere quelle per i capi di abbigliamento, secondo un contesto improntato al risparmio che ha visto intensificarsi l'acquisto dei prodotti a marca commerciale. È questa la fotografia che emerge dallo studio effettuato dall'Istituto economico "Tagliacarne" e commissionato dall'Assessorato regionale al Commercio. La prima indagine strutturale e congiunturale sul commercio ligure, sulla domanda di consumo e sulle previsioni di sviluppo al 2010, allo scopo di fotografare la realtà della regione per procedere quindi alla riforma della legge regionale sul commercio. E dall'indagine effettuata emerge l'importanza del commercio in Liguria per quanto riguarda l'occupazione con i suoi 33.094 punti vendita e 122.000 addetti, con un andamento regolare in tutta la regione dove si registra un'alta densità degli esercizi commerciali con 15,8 esercizi per mille abitanti, rispetto al 13, 0 in Italia. E dove si è manifestato dal 2002 al 2004 un aumento dei punti vendita a Genova e a Imperia e una diminuzione a La Spezia. Per quanto riguarda poi le grandi superfici di vendita situazione all'opposto tra Savona e Spezia da un lato e Genova e Imperia dall'altro. Con valori di diffusione elevati a Spezia e Savona con 1.770 mq circa ogni 10.000 abitanti a fronte del dato medio regionale di 1.200 mq.e dall'altra i casi di Genova e Imperia con una presenza di gran lunga inferiore rispettivamente 966 e 752 mq. Sul fronte della dinamica delle vendite la piccola distribuzione fa registrare le maggiori difficoltà e parallelamente le maggiori capacità della grande distribuzione di muoversi in controtendenza rispetto ad un ciclo depresso di consumi. In crescita, dopo una fase di recessione, il settore della somministrazione di alimenti e bevande. A giugno del 2005 in Liguria erano 4.470 i ristoranti e 6.223 i bar, superando addirittura l'aumento che si è registrato in tutta Italia (+ 21,2% in Italia, + 27,9% in Liguria). Ma il maggiore incremento di ristoranti si è manifestato a Genova, dove dal 2001 al 2005 si è registrato un tasso di variazione del + 41,5%, se nel 2001 i ristoranti genovesi erano 779, oggi sono 1.130. Dall'indagine effettuata emerge il nuovo rapporto che ha il consumatore ligure con nuove categorie di prodotto legate alle tecnologie della comunicazione e all'informazione e il sempre più diffuso interesse per servizi di qualità legati al tempo libero e alla cura del corpo e del sé. I liguri appaiono come acquirenti oculati che ricorrono, più che nel passato a offerte speciali e vendite sottocosto e che apprezzano particolarmente il negozio sottocasa, soprattutto se anziani o chi vive nei comuni più isolati, perché ravviva il territorio e svolge dunque una funzione sociale. Dal 2003 al 2004 consumi in aumento in Liguria, con un + 2,5%, meno però rispetto all'aumento medio italiano a quota + 3.5%.
da Regione Liguria

|