19/09/2006
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LE COOPERATIVE NEL MIRINO DELLA COMMISSIONE DI BRUXELLES
Indagine Ue per valutare se i benefit fiscali sono aiuto di stato. Soddisfazione delle imprese di trasporto persone che denunciano gli estremi di concorrenza sleale Governo a rischio inchiesta da parte di Bruxelles per gli sgravi alle coop. Tanto che entro il 25 settembre il commissario europeo alla concorrenza attende risposte da Roma. La verifica avviata da Bruxelles, infatti, tende a verificare se i benefici fiscali alle cooperative, in qualsiasi forma costituite, possono qualificarsi come aiuti di stato e quindi determinare una distorsione della concorrenza nei diversi settori, dalla distribuzione, al credito ai servizi di trasporto. Una vicenda, questa, che dà fiato alle imprese di trasporto persone che da tempo denunciano nei confronti delle cooperative sociali un problema di concorrenza sleale. Dalla Consulta nazionale del trasporto persone della Cna Fita, il coordinatore, Massimo Fiorese è molto esplicito: «Non è possibile proseguire con le ambiguità esistenti sul mercato fra imprese di autotrasporto di viaggiatori che devono rispettare vincoli e normative professionali e le varie onlus, o cooperative sociali, o anche associazioni di volontariato le quali, approfittando della loro vocazione mutualistica e solidaristica, ottengono benefici economici e operativi e si pongono in concorrenza con le imprese professionali». La missione delle cooperative sociali è quella di gestire servizi socio-sanitari ovvero l'inserimento nelle attività di persone svantaggiate. Le stesse coop, però, hanno recentemente potuto usufruire del 5 per mille «sconfinando», secondo Fiorese, «molto spesso in altre attività come quella del trasporto persone con volumi di fatturato anche consistenti rispetto alla primaria azione mutualistica a cui si dovrebbero attenere». E ancora: le cooperative sociali rientrano di diritto nelle onlus, le organizzazioni non lucrative di utilità sociale previste dall'ordinamento giuridico. Ma anche su questo tipo di organizzazioni secondo Fiorese «si deve aprire una seria riflessione poiché negli 11 settori di competenza individuati dal legislatore, che vanno dall'assistenza sociale all'istruzione, dallo sport dilettantistico alla promozione della cultura, si mettono in azione attività diverse e, fra queste, quelle relative al trasporto viaggiatori». Esiste infatti la possibilità che queste cooperative sociali, iscritte agli albi regionali, le associazioni di volontariato e le varie tipologie di onlus, possano stipulare direttamente con regioni ed enti pubblici delle apposite convenzioni «superando», evidenzia Fiorese, «il limite dell'acquisizione in proprio dei servizi che l'ente pubblico deve soddisfare. Su questo terreno», insiste Fiorese, «non esiste una rigorosa procedura di controllo a partire dalla elaborazione degli statuti di questo tipo di organizzazioni: esse avvalendosi dei benefici previsti dalla legge esercitano formalmente attività diverse da quelle tipiche previste dal legislatore». Da una parte, secondo Cna Fita trasporto persone si configura quindi lo sconfinamento dal loro terreno delle organizzazioni a mutualità prevalente o costituite per fini di solidarietà e dall'altra si limitano agli operatori privati che naturalmente perseguono fini di lucro. «Questo fenomeno discriminatorio», sostiene Massimo Fiorese, «è in forte crescita ed è alimentato anche da amministratori locali che in sede di gara di appalto invitano le onlus e le cooperative sociali generando un forte squilibrio rispetto all'offerta». Spetta ora all'Antitrust comunitario stabilire se aprire una vera e propria inchiesta sul caso e, su questa partita, Fiorese annuncia: «Nell'ambito della procedura di valutazione noi chiederemo una apposita audizione». da www.cni.it

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