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06/07/2006  Stampa

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Leggi questo comunicatoLIBERAZIONE PRODUZIONE PANE

 

Il Segretario Generale della CNA Gian Carlo Sangalli, esprime un giudizio ampiamente positivo sul merito del provvedimento. Certo, anche in questo caso sarebbe stato preferibile concertare con le parti sociali.

Non si può ignorare sottolinea Sangalli che la legge 1002 , era superata dall’evoluzione del mercato e della società. Solo l’attività di panificazione aveva mantenuto un sistema di autorizzazione amministrativa per l'esercizio del mestiere che si era trasformata di fatto in una barriera all’ingresso, ed un limite alla crescita e sviluppo, solo per i piccoli panificatori e i panificatori che operavano a livello locale.

Ed era per questo che ormai da due legislature CNA aveva sollecitato l’adozione di norme per la valorizzazione del pane artigianale di qualità, tradizionale e fresco unitamente alla abrogazione della autorizzazione amministrativa ed oggi valuta in ogni caso con soddisfazione intanto il superamento del regime autorizzativo.

Sangalli auspica che prima della conversione in legge del decreto vengano previste eventuali forme di beneficio fiscale ai panificatori già presenti sul mercato, che cedano l’attività e non possono più contare sul “valore di mercato” della licenza di panificazione e propone un emendamento nel quale vengano definiti alcuni requisiti minimi, riguardanti prioritariamente la tutela della salute ed igienico sanitaria degli alimenti, necessari all’avvio dell’attività in coerenza con quanto previsto a livello regionale in tema di qualificazione professionale.

Dal canto suo Daniela Piccione Responsabile CNA ALIMENTARE condivide pienamente, la proposta dell’esecutivo del superamento della licenza di somministrazione, che esisteva solo in Italia e che continuava a produrre un diffuso contenzioso assolutamente improduttivo e antistorico.

Il superamento di questo retaggio anacronistico deve rappresentare una concreta opportunità di crescita per le imprese, anche dimensionale,ed una interessante ipotesi di valorizzazione del territorio.

Occorre perciò, per la valorizzazione del prodotto e delle botteghe artigiane, dare all’artigiano oltre la possibilità della vendita diretta anche quella di somministrare il proprio prodotto nelle migliori condizioni per il consumatore.

Occorre cioè, proprio in considerazione delle nuove aspettative dei consumatori, recuperare il rapporto immediato fra produttore e consumatore al fine di eliminare la asimmetria informativa fra chi vende e chi acquista.

In conclusione CNA ALIMENTARE ritiene necessario che a partire da questi provvedimenti, si avvii immediatamente, nelle sedi idonee, un confronto per accompagnare le azioni di liberalizzazione, da noi sempre condivise, con un disegno politico e proposte per la valorizzazione e la tutela della qualità del patrimonio alimentare a partire dal pane fresco del nostro sistema produttivo caratterizzato da migliaia di piccole e piccolissime imprese.

 

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