23/09/2005
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OPERATORI ATIPICI. PER IL PRESIDENTE NAZIONALE DI CNA "INPROPRIO": SIAMO AUTONOMI DI NUOVA GENERAZIONE.
Giorgio Roveri Presidente Nazionale CNA InProprio afferma che << La richiesta precipua di CNA InProprio è quella di un intervento netto del Governo che delinei le due categorie oggi confuse: i lavoratori autonomi di nuova generazione e quei lavoratori in chiara posizione di parasubordinazione >>.
CNA INProprio rappresenta e vuole mettere in luce, all’interno del settore degli operatori cosiddetti atipici o parasubordinati, i lavoratori autonomi di nuova generazione che si distinguono dagli altri per attitudine, indipendenza, autonomia, vocazione imprenditoriale e quantaltro.
Secondo i dati INPS al 31 dicembre 2004, il totale dei lavoratori atipici iscritti alla gestione separata è di 3.400.000 (naturalmente a questo settore appartengono una miriade di attività che spaziano dal telefonista, agli "Easy Rider", agli amministratori, ai manager a tempo, ecc.ecc. cioè tutto un mondo di persone che possono essere classificate secondo un differente grado di autonomia lavorativa rispetto al datore di lavoro).
L’attenzione di una ricerca di CNA InProprio si rivolge a quei 400.000 operatori di cui il 55% opera nel Nord, 25% al Centro ed il restante 20% del Sud e che rappresentano figure professionali nate dal passaggio dal lavoratore atipico al lavoratore autonomo di nuova generazione.
Questo è il profilo, secondo la ricerca, del lavoratore autonomo di nuova generazione:
Professionista con partita IVA, pluricommittente, età media intorno ai quaranta anni, laureato, che lavora soprattutto con base nelle grandi città.
Ha scelto di lavorare in proprio per motivi di realizzazione personale, per essere indipendente ed autonomo.
Vede positivamente la flessibilità del suo lavoro del quale apprezza in particolar modo la possibilità di gestione del tempo, la crescita personale e professionale, i rapporti che si istituiscono con i clienti. Le soddisfazioni economiche non risultano così importanti (ricoprono il quarto posto).
Giudica molto positivamente la sua attività ed afferma che attraverso questa scelta ha migliorato la qualità della sua vita. Se potesse tornare indietro quindi rifarebbe la stessa scelta professionale.
Le principali carenze che riscontra nell’espletamento del suo lavoro stanno nella mancanza di un riconoscimento socioeconomico della attività; nell’assenza di un quadro previdenziale ben definito (molti hanno sottoscritto polizze e assicurazioni delle quali sono mediamente soddisfatti); nell’opportunità di usufruire di formazione.
Ritiene che le istituzioni pubbliche allo stato attuale non sostengono adeguatamente i lavoratori autonomi di nuova generazione.
I risultati sono stati elaborati sulla base di un campione di 319 operatori sondati in 8 province italiane rappresentative di tutto il territorio nazionale: Roma, Milano, Bologna, Firenze, Reggio Emilia, Bari, Pesaro/Urbino, Genova; altre province.
La maggior concentrazione di operatori si registra nel Nord d’Italia poi al Centro e al Sud e soprattutto nelle grandi città (Milano, Roma, Bologna).
Da una prima analisi di genere risulta preponderante la componente maschile (69,30 %) su quella femminile. Per la tipologia di operatori analizzata riscontriamo un’età media di quaranta anni con il 35,7% degli operatori intervistati che appartengono alla classe d’età tra i 35 e i 44 anni. Oltre il 95 % possiede il diploma d’istruzione superiore e più della metà è laureato o possiede un diploma post laurea (51,4 %).
Per quanto attiene alla tipologia di contratto attraverso la quale svolgono la loro attività, circa il 70 % opera attraverso collaborazioni o prestazioni con Partita IVA, il 15 % ha contratti a progetto, meno del 5 % svolge altro tipo di collaborazione non specificata. L’80,3 % degli intervistati è pluricommittente.
Gli operatori hanno dichiarato che le principali motivazioni della loro scelta lavorativa sono state: la possibilità di realizzazione personale (41,1 %); l’autonomia e l’indipendenza (40,4 %). Il 63 % afferma che la scelta lavorativa intrapresa ha migliorato la qualità della sua vita; l’84% degli intervistati giudica positivamente la flessibilità del suo lavoro.
Continua Giorgio Roveri: << Più di 9 operatori su 10 hanno dato un voto positivo alla loro attività con oltre la metà degli intervistati che le ha conferito un voto tra 8 e 10 (53 %). Per questi operatori gli aspetti di primaria importanza per l’espletamento della loro attività sono al primo posto il riconoscimento socio economico dell’attività svolta (65,5 %) ed a seguire, con pari frequenza, la necessità di un inquadramento previdenziale ben definito e l’opportunità di fruire di formazione (rispettivamente 36,7 % e 35,4 %). Inoltre oltre il 70% degli intervistati ha dichiarato che se tornasse indietro rifarebbe la scelta di avviare la sua attività in proprio. >>
Il 76,8 % degli intervistati inoltre ha affermato che le istituzioni pubbliche del nostro Paese non sostengono adeguatamente chi svolge un’attività come quella da loro intrapresa.
da www.cna.it
CNA INPROPRIO - LA SPEZIA Via P. R. Giuliani, 6 - tel.0187 598080

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