25/07/2006
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PANIFICATORI: CNA E' CERTA DEL COMPLETO ACCOGLIMENTO DELLE RICHIESTE DELLA CATEGORIA
PANE. GLI ALIMENTARISTI DI CONFARTIGIANATO E CNA : SIAMO IN ATTESA DEL DEFINITIVO E COMPLETO ACCOGLIMENTO DELLE NOSTRE RICHIESTE
No alla serrata dei panifici contro il decreto Bersani. Gli artigiani panificatori di Cna Alimentare e Confartigianato Alimentazione si sono dichiarati contrari alla protesta e si dissociano dalla vertenza scatenata dai commercianti. Secondo le due associazioni artigiane, infatti, accanto alla norma di abrogazione della legge 1002/56, sono state preliminarmente accolte al senato alcune richieste avanzate dalla categoria. In particolare, fanno notare Cna e Confartigianato, sono state introdotte apposite misure per la tutela della produzione e è stato individuato un percorso per identificare i requisiti di qualificazione professionale inerenti alla tutela della salute ed all'igiene sanitaria degli alimenti. "Da sempre il possesso di requisiti professionali dovrebbe essere propedeutico all'esercizio delle attività di tutte le imprese della produzione e trasformazione alimentare, garantendo ulteriormente i consumatori sulla qualità della produzione - commentano Sandro Moscardi presidente di Cna Alimentare e Giacomo Deon presidente di Confartigianato Alimentazione - sollecitiamo perciò parlamento e governo a arricchire il decreto Bersani con quelle integrazioni e modifiche che permettano di superare le turbative della concorrenza e favoriscano l'avvio di un percorso di qualificazione professionale e di valorizzazione del pane". Le categorie, tuttavia, ritengono necessario l'avvio di un tavolo di confronto per approfondire eventuali problematiche nel caso in cui non trovassero adeguata soluzione in sede di conversione. ""E' necessario in particolare discutere il tema dei requisiti professionali o problemi storici quali l'abusivismo" - chiariscono i due presidenti. Discorso a parte, invece, merita l'intenzione del governo di eliminare divieti o autorizzazioni preventive per il consumo immediato dei prodotti di gastronomia presso gli esercizi commerciali, utilizzando i locali e gli arredi aziendali e senza effettuare servizi assistiti di somministrazione. Cna Alimentare e Confartigianato Alimentazione, denunciano il rischio di discriminazione delle imprese di produzione e trasformazione alimentare (soprattutto di natura artigiana) dagli esercizi commerciali. Le imprese artigianali, infatti, resterebbero assoggettate ai divieti ed alle autorizzazioni preventive al contrario dei commercianti per cui il decreto elimina queste norme. Insomma, le imprese artigiane e micro e piccole imprese di produzione e trasformazione alimentare come pasticcerie, gelaterie, yogurterie, rosticcerie, piadinerie, pizzerie da asporto, imprese di gastronomie in genere e panificazione, dovrebbero chiedere, a differenza dei commercianti, l'autorizzazione a collocare all'interno dei locali, o in area adiacente, alcune semplici attrezzature per consumare i prodotti venduti. Ovvero l'uso di mensole, arredi, sgabelli, sedie e panchine per consentire ai clienti la sosta ed il consumo sul posto del prodotto. Un controsenso, dicono gli artigiani. "E' per queste ragioni che nello spirito del provvedimento - concludono Cna Alimentare e Confartigianato Alimentazione - chiediamo il superamento delle disposizioni in materia di somministrazione".

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