29/11/2005
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PER COMBATTERE IL LAVORO NERO. LE RICHIESTE DI CNA COSTRUZIONI
Riportare lo sgravio fiscale sui lavori di manutenzione al 36%, renderlo strutturale e ottenere la definitiva riduzione dell’Iva al 10%: queste sono le richieste avanzate dai vertici CNA costruzioni che saranno illustrate nella conferenza stampa che si svolge oggi presso Restructura – Lingotto Fiere – Sala Arancio. Interverranno il Presidente e il Responsabile di CNA Costruzioni Nazionale Giovanni Tonioni e Giuliano Sciarri, Guido Pesaro di CNA Costruzioni e il Presidente di CNA Torino Federico Casetta.
Dal 1998 ad oggi l’agevolazione fiscale prevista per i lavori di manutenzione e recupero è stata gradualmente percepita dai cittadini come un’opportunità a cui accedere tant’è vero che l’incentivo alle ristrutturazioni ha consentito 2.350.000 interventi. Nel solo 2005, fino al mese di settembre sono stati 239.000
Il provvedimento ha innescato un vero e proprio circolo virtuoso, creando un mercato più trasparente, contribuendo all’emersione del lavoro nero e creando in questi anni 350 mila nuovi posti di lavoro regolare (siamo passati dal milione 544 mila del 1998 agli attuali 1.901.000).
Per questo CNA Costruzioni, pur valutando positivamente la proroga per il 2006 prevista dalla Finanziaria, ritiene che il provvedimento debba diventare strutturale e debba essere portato dal previsto 41% al 36%.
Al Governo gli edili della CNA chiedono inoltre di ottenere definitivamente l’Iva al 10% sulle manutenzioni edili, scongiurando quindi l’attuale ipotesi di innalzamento dell’aliquota al 20% che di fatto – aumentando il costo finale dell’intervento – potrebbe incentivare la clientela a forme di lavoro nero vanificando così l’azione positiva dell’incentivo fiscale.
Altri provvedimenti della legge Finanziaria rischiano inoltre di danneggiare il settore: la paventata drastica riduzione dei trasferimenti agli enti locali potrebbe comportare un deciso ridimensionamento delle piccole opere, di norma appannaggio dell’artigianato e delle piccole imprese. In Piemonte si esprimono inoltre preoccupazioni per il futuro del settore. Fino ad ora la crescita del settore è stata determinata dal buon andamento del mercato immobiliare, dalle grandi opere, dai lavori per le Olimpiadi: si tratta ora di capire quali saranno gli scenari dopo il 2006
tratto da www.cna.it

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