02/11/2005
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SICUREZZA E SALUTE DEI LAVORATORI - RISCHIO BENZENE
Come più volte anticipato ed in funzione di un fattivo intendimento di intraprendere, a breve, una campagna da parte degli istituti preposti all'attività di sorveglianza mirata a regolarizzare gli obblighi relativi alla specifica valutazione dei rischi dei lavoratori, come prescritto dal D.Lgs. 626/94 annessi all'attività delle stazioni di servizio di carburante, si sollecitano le aziende che non avessero ancora provveduto ad intraprendere detto obbligo a regolarizzare la propria posizione onde evitare di incorrere in pesanti sanzioni.
L'emissione atmosferica di benzene presso le stazioni di rifornimento di carburante è attribuita a tre diversi meccanismi: evaporazione del combustibile durante il rifornimento, evaporazione durante il funzionamento dell'autoveicolo e nel raffreddamento del motore dopo l'arresto, emissione con i gas di scarico. Inoltre è bene ricordare che il benzene è una sostanza estremamente volatile e che pertanto le concentrazioni in aria variano in base alle condizioni climatiche e anche alle modalità di campionamento. I rilievi ambientali di benzene effettuati in stazioni di rifornimento di carburanti con l'utilizzo di campionatori personali hanno evidenziato concentrazioni medie tra 25 e 563 µg/m³. Le differenze stagionali sono risultate univocamente importanti: livelli di benzene più elevati nell'aria sono riscontrati durante la stagione estiva rispetto al periodo invernale. L'esposizione media a benzene per detti operatori durante il loro turno di lavoro è risultata, in termini numerici, circa 5-10 volte più elevata di quella della popolazione generale, 150 volte più bassa del TLV dell'ACGIH pari a 32 µg/m³. Sulla base quindi delle risultanze sopra riportate, anche se non conclusive, risultano sufficienti per porre la categoria di lavoratori tra quelle che meritano attenzione sia dal punto di vista degli interventi di prevenzione che dal punto di vista della "osservazione" sanitaria. Mentre eventuali interventi tecnici migliorativi risultano di difficile attuazione se non a carico delle compagnie (proprietarie della stazione di servizio), si ritiene indispensabile perorare la causa di una sorveglianza sanitaria mirata all'esposizione ai cancerogeni, in particolare il benzene, sempre comunque desunta sulla base della specifica valutazione del rischio che dovrà tenere in considerazione:
1. il tipo di distributore (tradizionale, con predeterminatore, self-service con servizio cassa); 2. collocazione e dimensioni dell'area; 3. numero di colonnine di erogazione; 4. dotazioni di dispositivi di recupero ed abbattimento dei vapori; 5. procedure seguite nella erogazione del carburante e procedure generali di lavoro; 6. quantitativi di carburante mediamente erogato e fluttuazioni stagionali o periodiche; 7. durata e frequenza delle operazioni di distribuzione di carburanti; 8. effettuazione di altre operazioni che possono esporre a benzine; 9. numero di lavoratori addetti.
Dalla valutazione dei rischi deriveranno le misure preventive e protettive necessarie, il tipo dei dispositivi di protezione individuale da utilizzare, gli interventi di informazione e di formazione, le misure della sorveglianza sanitaria.
A cura della C.E.T.U.S. S.r.l. società di consulenza per lambiente, la sicurezza e qualità della C.N.A. di La Spezia.

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