04/07/2006
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TAXI, SALE LA PROTESTA NELLA CATEGORIA
Sospendere il provvedimento che dà avvio alla liberalizzazione delle licenze dei taxi. E sedersi a un tavolo per trattare. Questo chiedono i tassisti al governo dopo aver paralizzato ieri gli aeroporti italiani e alcune strade a grande scorrimento come l'autostrada Roma-Fiumicino a Roma. E mentre proseguono le manifestazioni di protesta su tutto il territorio nazionale, Maurizio Longo responsabile nazionale Cna Fita a nome del Coordinamento nazionale "Taxi italiano" ribadisce con forza la richiesta di sospendere l'esecutività del provvedimento e di discutere immediatamente i termini e gli effetti della nuova regolamentazione. "Bisogna evitare - evidenzia Longo - che si prosegua sulla strada della radicalizzazione dello scontro e si inneschi di conseguenza una spirale tale da non consentire un confronto sereno". "Le manifestazioni di protesta in atto - aggiunge Longo - rappresentano l'espressione di una categoria debole, con ricavi risibili e con un investimento che rischia di azzerarsi all'indomani della pubblicazione del decreto". Secondo la Cna Fita non è assolutamente vero che i contenuti del decreto legge consentiranno una riduzione delle tariffe, proprio perché queste resteranno amministrate. "Anzi, con il dipendente alla guida, sarà necessario pensare ad un ritocco verso l'alto delle tariffe stesse, che tra l'altro non sono affatto tra le più alte d'Europa come detto in questi giorni" - puntualizza Longo. Secondo i dati diffusi dalla Cna Fita, infatti, elaborando uno studio effettuato dall'Unione delle banche svizzere sul il confronto dei prezzi per i servizi taxi per una corsa urbana di cinque chilometri le città italiane non sarebbero affatto le più care. Se a Roma e Milano una corsa urbana di 5 km costa, infatti, rispettivamente 7,36 e 8,75 euro, a Londra i tassiti chiedono 11,05 euro a Bruxelles 13,25, a Francoforte 10,50 sino ai 17,33 euro di Ginevra. "Tra l'altro i contenuti della norma - sottolinea il responsabile della Cna Fita - risultano di difficile applicazione. Pur prescindendo dalla considerazione economica che rende nei fatti improponibile per i tassisti l'assunzione di un conducente - dipendente, la norma relativa al meccanismo dell'indennizzo non tiene conto della realtà operativa che si concretizza in un ambito sovracomunale o addirittura sovraprovinciale che si è determinato in questi ultimi anni". Dal canto suo, mentre la categoria grida alla lotta a oltranza, il ministro dello sviluppo economico Pierluigi Bersani ha assicurato ieri: "discuteremo con tutti. Spero che la norma venga letta bene, dal momento che non e' propriamente una norma di liberalizzazione, così come e' stata interpetata. E' una norma di apertura che da' garanzie molto forti ai tassisti''.

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