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29/06/2007  Stampa

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Leggi questo comunicatoCETUS - SICUREZZA: RISCHIO LEGIONELLA

 

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IL RISCHO DA ESPOSIZIONE A LEGIONELLA E’ IN AUMENTO: I casi di Legionellosi, sia nelle strutture ospedaliere che in quelle ricettive, sono in aumento, così come i ricorsi legali per ottenere risarcimenti dalle strutture. E’ fondamentale per le attività turistico-ricettive, soprattutto in vista dell’imminente esodo dei vacanzieri, essere a conoscenza e mettere in atto tutte le misure per prevenire la contaminazione del microrganismo. Ma in che modo? Col seguente si cercherà di fornire le principali informazioni per “essere in sicurezza” contro l’esposizione a Legionella.

La Legionella è considerato come un "nuovo" microbo. Essa è stata scoperta in modo drammatico durante un raduno di ex combattenti della guerra in Vietnam (in gergo detti legionari) tenutosi nel luglio del 1976 in un albergo di Philadelfia (USA) durante il quale su circa 2.000 partecipanti, ben 221 furono colpiti da polmonite acuta e 34 morirono. La causa di tali decessi era da addebitarsi all’azione di batteri, disseminati dal sistema di climatizzazione dell'edificio che accoglieva la riunione.
Questo batterio è presente permanentemente nell'ambiente naturale dove si presenta in basse concentrazioni ed associato alla presenza di acqua. La sua pericolosità è dovuta al fatto che è capace di colonizzare gli ambienti idrici artificiali sottoposti ad inadeguata manutenzione (reti cittadine di distribuzione dell’acqua potabile, impianti idrici dei singoli edifici, impianti di climatizzazione, piscine, fontane,ecc) che agiscono come amplificatori e disseminatori del microrganismo che può raggiunge concentrazioni molto elevate.
Negli ultimi anni si sono ritrovate Legionelle nei siti più diversi: alberghi, ospedali, case di riposo, case vacanza, campeggi, navi, fontane decorative e cascate artificiali, impianti sportivi, beauty-farm, stabilimenti termali ed addirittura negli acquedotti pubblici, in quanto tale microrganismo è in grado di resistere ai normali trattamenti di potabilizzazione. Tuttavia la sola presenza di questi batteri non costituisce pericolo per le persone; perché ciò avvenga è necessario il verificarsi contemporaneamente di più condizioni:
- temperatura ottimale di sviluppo (da 25°C a 42°C),
- ambiente aerobico cioè con presenza di ossigeno,
- presenza di elementi nutritivi (biofilm, scorie, ioni di ferro e calcare, altri microrganismi),
- polverizzazione dell’acqua con formazione di microgocce di diametro da 1 a 5 micron,
- alto livello di contaminazione (superiore a 1000 Cfu/l).
La Legionella si trasmette all’uomo in seguito ad inalazione di aerosol contaminati o, più raramente, di particelle di polvere da essi derivante per essiccamento o aspirazione di acqua contaminata e può causare una grave forma di polmonite. La malattia non si contrae dunque bevendo acqua contaminata e neppure per trasmissione diretta tra uomo e uomo. I principali sistemi generanti aerosol che sono stati associati alla trasmissione della malattia comprendono gli impianti idrici, diffusori di docce, aeratori di rubinetti, gli impianti di climatizzazione dell’aria (torri di raffreddamento, sistemi di ventilazione e condizionamento dell’aria, ecc), le apparecchiature per la terapia respiratoria assistita e gli idromassaggi.
Essendo la Legionella un agente biologico che può causare malattie in soggetti umani e costituire un rischio per i lavoratori, è obbligo del datore di lavoro di effettuare una valutazione del rischio secondo l’art. 78 del titolo VIII del D.Lgs 626/94, così da attuare tutte le misure di controllo, non solamente in risposta ad un caso di legionellosi, ma prima che questo si verifichi.
Cosa è dunque necessario fare per prevenire, controllare o eliminare la Legionella? I riferimenti normativi a cui far capo sono rappresentati delle Linee guida per il controllo della legionellosi del 05/05/2000 e dalle Linee guida recanti indicazioni sulla legionellosi per i gestori di strutture turistico-ricettive e termali del 04/02/2005 secondo cui ogni struttura turistico-ricettiva dovrebbe essere in possesso di un registro in cui registrare tutti gli interventi di valutazione del rischio e di manutenzione ordinari e straordinari sugli impianti idrici e di climatizzazione. In base ai risultati complessivi dell’analisi del rischio il datore di lavoro dovrebbe preparare un protocollo scritto per il controllo e la manutenzione degli impianti che specifici gli interventi da mettere in atto, come le procedure di pulizia e disinfezione e la loro periodicità.
Se nella struttura si verifica la presenza di un potenziale rischio (ad esempio se la concentrazione di disinfettante non raggiunge il livello necessario per l’abbattimento della carica batterica) si dovrebbe effettuare un campionamento dell’acqua per la ricerca della Legionella in un numero di siti che sia rappresentativo di tutto l’impianto idrico e comunque non inferiore a sei.
Attualmente i metodi a disposizione per il controllo della diffusione e moltiplicazione di Legionella negli impianti sono numerosi, tutti efficaci nel breve periodo ma non altrettanto a lungo termine. La scelta della metodica più appropriata dipende dalle caratteristiche della struttura in cui si intende operare, dell’impianto idrico e dell’acqua stessa.
Attuando almeno alcuni tra gli accorgimenti sotto elencati, taluni realizzabili direttamente dalla struttura, altri avvalendosi di tecnici specializzati, e comunque sempre utilizzando gli idonei dispositivi di protezione individuale, si ostacola la colonizzazione di Legionella:
- mantenere costantemente l’acqua calda ad una temperatura superiore a 50°C all’erogazione,
- mantenere costantemente l’acqua fredda a temperatura inferiore ai 20°C,
- far scorrere l’acqua dai rubinetti delle docce e delle camere non occupate, per alcuni minuti almeno una volta alla settimana e sempre prima che vengano occupate,
- mantenere docce, diffusori delle docce e i rompigetto dei rubinetti puliti e privi di incrostazioni, sostituendoli all’occorrenza,
- pulire e disinfettare regolarmente le torri di raffreddamento ed i condensatori evaporativi delle unità di condizionamento dell’aria,
- svuotare, disincrostare e disinfettare i serbatoi di accumulo dell’acqua calda almeno due volte l’anno,
- disinfettare il circuito dell’acqua calda con cloro ad elevata concentrazione o con altri metodi di comprovata efficacia,
- pulire e disinfettare tutti i filtri dell’acqua regolarmente ogni 1-3 mesi,
- ispezionare mensilmente i serbatoi dell’acqua, le torri di raffreddamento e le tubature visibili,
- se possibile ispezionare l’interno dei serbatoi dell’acqua fredda e comunque disinfettare almeno una volta all’anno con cloro,
- accertarsi che nell’impianto non vi siano bracci morti o tubature con assenza di flusso dell’acqua o flusso intermittente
In conclusione per assicurare una riduzione del rischio di legionellosi lo strumento fondamentale da utilizzare risulta essere l’adozione di misure preventive, basate sull’analisi del rischio costantemente aggiornata; quindi tutti i gestori di strutture ricettive dovrebbero garantire l’attuazione di misure di controllo.

 

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