29/12/2004
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CNA ALIMENTARE IN DIFESA DEL PESTO
> COMUNICATO STAMPA
PESTO TOSSICO: UN BOTANICO PUNTUALE! La Cna Alimentare scende in campo contro lo scienziato che sostiene che il pesto provoca il cancro Che puntualità, a distanza di pochi giorni dall’ottenimento del marchio di qualità del pesto ligure, arriva puntuale “lo scienziato”che fa l’annuncio ad effetto: “ Il pesto ligure, quello fatto a regola d’arte dagli artigiani liguri, col vero basilico ligure (e con olio extravergine, aglio, pinoli, formaggio sardo e parmigiano grattugiati) è CANCEROGENO. L’effetto è raggiunto. Il terrore si diffonde nei consumatori. Le mamme non danno più ai figli la sana pasta al pesto. Esiste anche una spiegazione scientifica, per la verità affatto nuova. La colpa sarebbe del metil-eugenolo, sostanza prodotta dalle piantine di basilico giovani, sotto i dieci centimetri, precisa il ricercatore, mentre quelle superiori perderebbero la sostanza tossica. Ovviamente non è indicata la quantità di sostanza necessaria per essere pericolosa per la salute umana, neppure è detto che la stessa sostanza, alcune grandi industrie la adoperano in prodotti come i comuni chewing-gum. Interessante è anche scoprire che né l’organizzazione mondiale della sanità né il ministero della salute indicano la pericolosità del prodotto. Guarda caso, secondo questa ricerca il pesto presunto pericoloso sarebbe quello buono, quello fatto col basilico nostrano e tutti gli ingredienti come regola comanda, andrebbe bene invece quello industriale, quello fatto magari con basilico acquistato in Cina o in Argentina, probabilmente contaminato geneticamente, e magari con ingredienti abbastanza strani nel preparato. In passato abbiamo letto nelle etichette di alcune marche di “pesto industriale”, ma non dovrebbe potersi più chiamare pesto ingredienti come: anacardi, siero di latte, ricotta, olio di semi, prezzemolo, persino patate, ed altro. Ma, sempre secondo “lo scienziato,” ci viene detto che il pesto di una nota marca industriale, prodotto, guarda un po’in Sicilia, quello si sarebbe sicuro. Allo “scienziato” vorremmo rivolgere una domanda; “chi ha commissionato la ricerca? Chi l’ha sostenuta finanziariamente? Sarebbe interessante conoscere questi dati nel momento in cui sta partendo una formidabile campagna di difesa e rilancio degli OGM. Periodicamente polemiche di questo genere riempiono le pagine dei giornali. Una volta ci volevano far credere che l’olio extravergine d’oliva fosse dannoso per la salute, meglio dare la preferenza ai vari oli di semi. Poi qualche “scienziato”, amico delle grandi multinazionali ci ha spiegato che il gelato artigianale, quello fatto col latte fresco, le uova, lo zucchero e la frutta fresca era pericoloso, meglio sempre quello industriale, poco importa se con coloranti, addensanti, conservanti, fosse sicuramente preferibile per la salute dei bambini. Poi è stata la volta del pane, della focaccia o della pizza, cotte a legna, erano pericolosissime, meglio quelle industriali conservate e surgelate. Infine ci hanno rubato anche il cioccolato, dando il diritto a quello che una volta poteva al massimo chiamarsi surrogato di definirsi cioccolato, ovviamente a danno del piccolo produttore che continua a produrre cioccolato di qualità con tutti gli ingredienti giusti e buoni. Ci fermiamo qui. Qualche “scienziato” pronto a sostenere la buona causa della grande industria o di smisurati interessi come quelli dietro alle multinazionali del seme e degli Ogm si trova sempre. Speriamo che i cittadini non si facciano rubare anche il diritto al gusto.
CNA ALIMENTARE LA SPEZIA

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