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21/08/2007  Stampa

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Leggi questo comunicatoCNA WORLD: DDL SULL'IMMIGRAZIONE, IL GOVERNO STRINGA I TEMPI

 

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Il Parlamento approvi la delega per dare certezze alle aziende. Il Vicepresidente CNA Bandinelli sollecita il varo del pacchetto del ministro Amato

Fare presto. Dando avvio immediatamente alla discussione del disegno di legge delega sull'immigrazione. Questo l'appello di Cristina Bandinelli vice presidente della Cna che chiede di risolvere un problema non più rimandabile: la corretta accoglienza e l'inserimento degli extracomunitari nel nostro tessuto produttivo e civile. Ecco perché, dice, <<è importante far partire l'iter di approvazione della legge alla ripresa dell'attività parlamentare subito dopo le vacanze>>. 
Domanda. Perché il mondo produttivo è così preoccupato dei tempi di approvazione del ddl sull'immigrazione?
Risposta. Perché, intanto, si tratta di una legge delega. E quindi, considerando i vari passaggi tra camera e senato possiamo stimare almeno un anno, un anno e mezzo per la sua approvazione. Dopodiché, poi, occorrerà riempire di contenuti la cornice legislativa e cioè preparare un decreto, il che ci fa pensare a un altro anno di tempo. Davvero troppo.
D. Al momento qual'è la situazione dei datori di lavoro italiani che hanno bisogno di stranieri?
R. Pessima. E' pedante ricordarlo ma lo avevamo detto al momento dell'approvazione della legge vigente: la Bossi-Fini. Avevamo avvertito: ci sarà un carico burocratico che ingolferà totalmente il sistema di accoglienza dei lavoratori extracomunitari. Ed è successo: la risposta alle domande di assunzione presentate lo scorso novembre 2006 stanno arrivando solo oggi. Questi non sono tempi proponibili né alle imprese né alle famiglie.
R. Sta dicendo che un'azienda che ha richiesto un lavoratore extracomunitario 8 mesi fa riceve oggi la risposta?
R. Esattamente. E questo vale anche per le famiglie che hanno bisogno di badanti regolari. Un anziano bisognoso di cure o assistenza, così come un'impresa che necessita di manodopera, non possono sopportare una simile burocrazia. E dire che le imprese e i cittadini italiani perdono la voce da anni per chiedere almeno il taglio degli oneri burocratici. Va da se che la situazione va modificata immediatamente.
D. La nuova legge, in effetti, prevede interventi di semplificazione corposa. Che ne pensa?
R. Tutto il bene possibile. Proprio per questo chiediamo tempi rapidi di approvazione. Ma la discussione non è ancora cominciata. Sappiamo che ci sono posizioni diverse, alcune perplessità, nuove proposte. Insomma prima si comincia meglio è.
D. Cosa ne pensa dei contenuti del ddl Amato-Ferrero? 
R. Si tratta di una legge quadro. E come tale rappresenta una cornice di buoni intenzioni che il governo ha stabilito e che la Cna complessivamente condivide. Certo, il decreto che riempirà di contenuti la legge resta importantissimo perché declina i principi. 
D. Quali sono i punti di forza della legge?
R. Intanto, come detto, l'intento di semplificare le procedure per l'inserimento degli extracomunitari nel nostro paese. Apprezziamo anche l'idea dello sponsor che può essere istituzionale o rappresentato da un associazione datoriale. Un fatto questo che può portare alla responsabilizzazione del datore di lavoro. 
D. Cosa ne pensa invece dell'autosponsor, che ha destato così tante perplessità?
R. Una riflessione, in effetti va fatta. Permettere l'entrata nel nostro paese a chi dimostra di possedere una somma di denaro peraltro non così consistente (si parla di poche migliaia di euro) potrebbe indurre le organizzazioni malavitose a approfittare della situazione. Questo aspetto della legge va approfondito. 
D. Cosa ne pensa dell'idea di favorire il ritorno all'estero dell'immigrato?
R. E' un ottimo obiettivo della politica sull'immigrazione che il governo intende seguire con queste norme. Dobbiamo comprendere che oggi siamo all'emergenza: con la globalizzazione flussi enormi di persone in stato di grande difficoltà tenderanno sempre di più a riversarsi verso i paesi industrializzati e con economie avanzate. Non siamo in grado di accoglierli e integrarli tutti. Favorire il ritorno nel paese di origine di chi apprende un nuovo lavoro o impara a fare impresa significa aiutare i paesi svantaggiati a crescere economicamente e socialmente.
D. In effetti in Italia e in Europa l'imprenditoria straniera è in crescita costante..
R. Infatti. Nel nostro paese nel 2007 abbiamo raggiunto 141 mila imprese a guida immigrata. Un valore aggiunto importantissimo per l'economia italiana, ma anche una scuola preziosa per chi vuole tornare a casa e portare con se il nostro know how. 
D. Cos'altro apprezza del nuovo ddl?
R. I punti interessanti sono molti: penso all'allungamento del tempo di programmazione dei flussi che arriva a tre anni e l'allungamento dei permessi di soggiorno, norme che consentono di calibrare meglio le esigenze di tutti, immigrati e datori di lavoro. Mi sembra buona anche l'idea di favorire l'apprendimento dell'italiano prima di arrivare in Italia; così come la partecipazione degli extracomunitari alle elezioni amministrative: un fatto che da l'idea dell'inclusione nella nostra società. Penso anche a quelle norme di carattere sociale (inclusione al servizio sanitario nazionale, l'accesso alle provvidenze di assistenza sociale) che possono aiutare l'integrazione regolare del cittadino straniero. La priorità, tuttavia, e lo ripeto, è fare presto. Con le norme in vigore andare molto avanti non si può.

da www.cna.it

 

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