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12/12/2003  Stampa

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Leggi questo comunicatoFINANZIARIA 2004: IMPRESE FEMMINILI A RISCHIO

 

COMUNICATO STAMPA
(Inviato in E-mail e fax)

1221 imprese liguri a gestione femminile “truffate” dalla legge finanziaria.
A rischio 2828 posti di lavoro


Parte dalla CNA ligure la protesta delle imprese italiane a guida femminile che denunciano l'applicazione di una norma penalizzante della Finanziaria 2002 sul V bando della legge 215/92 dedicata alle agevolazione per l'imprenditoria femminile. Il Comitato Impresa donna Cna della Liguria ha espresso, infatti, la sua contrarietà in merito all'applicazione del comma 5 dell'art. 72 della legge finanziaria 2002, il quale prevede che i contributi in conto capitale erogati alle imprese per la realizzazione di nuovi investimenti, vengano invece corrisposti sotto forma di prestiti. Il bando della legge 215/92 prevedeva un contributo a fondo perduto del 50%, ora,arbitrariamente viene proposto di trasformare il contributo a fondo perduto in un 50% di finanziamento agevolato.
Le 1221 imprese femminili liguri che hanno presentato domanda a valere sul V bando della legge 215/92 si trovano in gravi difficoltà e con esse i 2828 nuovi posti di lavoro stimati nelle domande d’investimento. L'applicazione della norma, dopo la pubblicazione del V bando della legge 215/92 sull'imprenditoria femminile e dopo la chiusura dei termini per la presentazione delle domande, sostiene il Comitato creerebbe infatti una grave ingiustizia ai danni del mondo imprenditoriale femminile. "Appare assolutamente ingiusto pubblicare un bando con determinate caratteristiche e cambiarne i contenuti dopo la chiusura del termine di presentazione delle domande" dichiara la coordinatrice delle donne imprenditrici CNA,Grazia Rucco. "Se questo provvedimento verrà applicato, la maggior parte delle imprenditrici che hanno fatto richiesta di contributo, saranno costrette a rinunciare all'iniziativa e quindi all'investimento e alle assunzioni di nuovo personale"prosegue la CNA. L'atteggiamento del ministero dell'economia, secondo le donne CNA, sembra non tenere minimamente in considerazione il peso di una legge di agevolazione come la 215/92, nel riconoscimento delle pari opportunità nell'economia. "E la cosa appare ancor più ingiusta se si considera che dalla disposizione sono esplicitamente escluse alcune leggi di agevolazione, come la 488, gli interventi finanziati con fondi comunitari, gli strumenti della programmazione negoziata e altri provvedimenti" - rincara la Rucco. La presidente del comitato impresa donna CNA ligure ha dunque auspicato una rapida soluzione del problema, a sostegno della legge 215/92, sia per l'attuale bando che per quelli che verranno in futuro.
"Ci si aspetta che il Ministero dell'economia faccia proprie le istanze presentate dalle regioni e dal ministero delle attività produttive, affinché la legge 215 mantenga le vecchie modalità di finanziamento così come il parlamento avevo richiesto - conclude la presidente del comitato Impresa donna della Cna- i contrasti di opinione tra i ministeri e le regioni hanno provocato la sospensione della pubblicazione delle graduatorie del V bando. Le imprese italiane al femminile, dopo tanti mesi, attendono, infatti, di sapere se la propria iniziativa verrà agevolata o meno, con grave danno per l'economia e l'occupazione".


Ufficio stampa

 

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