30/08/2004
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FITA CNA: AUTOTRASPORTO, CARO GASOLIO E TASSE
COMUNICATO STAMPA
AUTOTRASPORTATORI SEMPRE PIU BASTONATI Da rincaro del gasolio, all’inasprimento delle tasse Dalla Fita Cna della Spezia un nuovo grido d’allarme della categoria contro il Governo
LA SPEZIA 30 AGOSTO 2004 - “Basta, non è più possibile continuare a subire il lievitare del costo del gasolio per autotrazione, le imprese dell’autotrasporto sono al limite della sopravvivenza – così afferma Vittorio Bragazzi responsabile provinciale della FITA-CNA il quale aggiunge – Da una nota pervenutami dalla FITA-CNA nazionale si evidenzia la preoccupante contrazione economica la cui stima è di 1.16° milioni di euro in più che l’autotrasporto subisce per i rialzi del costo del carburante che stanno avvenendo in questi giorni. “ Sbaglia chi pensa che l’autotrasporto potrà recuperare questo ulteriore costo aumentando le tariffe per i servizi, infatti queste non solo non hanno recuperato la rivalutazione degli anni passati, ma sono spesso già disattese da gran parte della committenza”. Gi autotrasportatori spezzini se la prendono con il Governo: “Certo – commenta Bragazzi – perché l’aumento dei prodotti petroliferi genera automaticamente un aumento delle imposte, quindi un ulteriore onere per gli autotraspotratori. Il Governo afferma di voler puntare su una politica di riduzione delle tasse, ma ci sono tasse, come quelle indirette che colpiscono gli autotrasportatori, che passano inosservate rispetto all’opinione pubblica. Però ci sono e alla fine gravano sui bilanci delle famiglie che devono fare i conti con una spesa sempre più salata. E’ comodo dire che i prezzi aumentano perché aumentano i costi del trasporto merci. Ma a monte di chi è la colpa? Gli autotrasportatori finiscono per essere il bersaglio più facile, quando invece le responsabilità vanno cercate molto più in alto”. “E’ poco credibile – precisa Bragazzi – l’uso della moderazione da parte delle compagnie petrolifere è ragionevole e condivisibile la proposta del vice ministro Baldassarri di introdurre un meccanismo automatico che riduce il prelievo fiscale aggiuntivo all’aumento dei prezzi. Se non si prendono immediati provvedimenti la miscela di maggiori costi, mancati guadagni, concorrenza sleale dei paesi dell’Est rischia di fare esplodere questo comparto con conseguenze che vanno molto di là da un problema economico di una parte del fragile sistema economico italiano”.
Ufficio stampa

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