10/12/2011
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Manovra Monti- emendamenti CNA Nautica
Si aggrava alla luce dei numeri il giudizio di CNA Nautica sulla reintroduzione della ”tassa di stazionamento” delle unità da diporto prevista a partire da Maggio 2012 nell’art. 16 della manovra.
Un provvedimento pesantissimo per un settore che dà complessivamente lavoro in Italia ad oltre 100.000 addetti e che, impostato nei termini attualmente previsti all’art. 16 è ben lungi dal gravare effettivamente sulla proprietà di beni di lusso e sui grandi patrimoni: paradossalmente andrà a colpire la rete ampia dell’indotto dei servizi e della produzione nautica, quindi soprattutto piccolissime imprese con i loro dipendenti, causando un progressivo ”svuotamento” degli approdi turistici italiani a tutto vantaggio di aree limitrofe concorrenti in Francia, Spagna, Croazia, Montenegro, Tunisia, ecc.
Non solo, siamo convinti che questo provvedimento, nella sua fase attuativa, finirebbe per penalizzare essenzialmente la piccola utenza domestica, poiché i proprietari di natanti (benché italiani) battenti bandiera estera avrebbero molte possibilità di derogare all’obbligo.
Così CNA propone di emendare il testo e propone che :
- La riduzione della misura giornaliera in modo particolare per le gli scafi da 10 a 14 mt, perché questo è statisticamente la parte del parco natanti della piccola utenza stanziale.
- Adeguata riduzione in base alla vetustà dell’imbarcazione.
- Differenziazione nell’importo della tassa nel caso che per ”acque pubbliche” si intendano quelle lacuali o fluviali, ove usualmente risultano più contenuti i valori complessivi dei servizi erogati (FIUME MAGRA)
- Non assoggettabilità per le unità che vengono utilizzate dalle aziende per servizio (assistenza e soccorso) alle imbarcazioni o complementari allo svolgimento della propria attività (ad esempio unità, anche a motore, delle scuole nautiche).

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