08/04/2007
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PASQUA, CIOCCOLATO IN OGNI FORMA
Niente uova: per Pasqua meglio una stecca di cioccolato. E’ quanto sostengono i cioccolatai di Modica, paradiso del cioccolato lavorato artigianalmente, a freddo, secondo il metodo usato sin dal 1600. E che produce 1 milione e mezzo di tavolette l'anno, vendute in tutto il mondo. Ad assicurarlo è Tonino Spinello, presidente del consorzio di tutela del cioccolato di Modica, pro-mosso dalla CNA nel 2003 e costituito da 20 imprese di altissima qualità in attesa del marchio Igp per il loro cioccolato.
Una conferma, però, che arriva anche da un sondaggio di Esperya, una bottega alimentare on-line, che pone il cioccolato di Modica al terzo posto di una speciale classifica sui gusti degli italiani per la tavola di Pasqua. Dopo il capretto o l'agnello, delizia del palato per il 28% degli intervistati e i ravioli pasquali (18% delle preferenze), è proprio il cioccolato di Modica a sedurre i gusti del 16% degli italiani.
Spinello, però, titolare di un'impresa con otto dipendenti che produce cioccolato ma anche pasticceria siciliana, conferma una vendita di uova pasquali nella media. «Nessuna variazione rispetto agli anni passati», spiega. Tutt'altro discorso, invece, vale per il cioccolato , in continua ascesa nei gusti e negli acquisti degli italiani.
Gli abitanti del Bel Paese, infatti, rinunciando magari al classico piatto di pastasciutta, hanno prediletto, almeno secondo le statistiche, proprio il cioccolato. Dal 1998, infatti, il consumo pro capite è cresciuto dai 2,4 kg all'anno ai 3,7 kg.
«Numeri, tuttavia, ancora inferiori a quelli nordeuropei», dice Spinello. «Si pensi che in Germania il consumo pro capite annuo è di ben 7,3 kg». Secondo Eurochocolate, del resto, pare che il «cibo degli dei» non solo non faccia ingrassare, ma possa avere effetti perfino terapeutici. E’ ideale, infatti, per chi soffre di pressione bassa grazie alla presenza di potassio e utile per i soggetti anemici grazie alla buona percentuale di ferro. E, poi, consigliato a coloro che svolgono un'intensa attività fisica. Inoltre il cioccolato può essere mangiato normalmente dai bambini, essendo un alimento che non provoca problemi di digestione o appesantimento.
La particolarità del cioccolato di Modica è nella sua lavorazione: a freddo. «Lo zucchero viene unito alla prima spremitura della fava di cacao», spiega l'imprenditore siciliano. «Senza utilizzare le alte temperature e la cosiddetta operazione di concaggio. Per questo il nostro è prodotto grezzo, proprio come quello dei vecchi maestri del '600. Si tratta di un ottimo cioccolato anche per preparare i dolci o da gustare in tazza». E infatti il prodotto funziona. Tanto che l'impresa di Spinello vende le sue 80-100 mila tavolette in tutto il mondo. Oltre all'Italia, le tavolette di Modica arrivano in Germania, Austria, Svezia, Francia e Belgio. Ma c'è anche la Repubblica Ceca e il Giappone. «In Giappone il nostro cioccolato è molto apprezzato: lì abbiamo in piedi un progetto che nel corso della prossima estate dovrebbe consentirci di effettuare un workshop per presentarci ai buyer locali», conclude Spinelli. «Siamo convinti che otterremo ottimi risultati».
Allegati presenti:
CNA-La-Spezia-file-eliminato.pdf

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