27/02/2007
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POLITICHE GIOVANILI, SI AL CONFRONTO
Sì dei giovani imprenditori della CNA alla consulta nazionale dei giovani purché rispecchi le rappresentanze giovanili italiane. La costituzione del nuovo organismo giovanile è stata annunciata ieri dal ministro delle politiche giovanili Giovanna Meandri nel corso del primo incontro nazionale delle consulte giovanili territoriali.
Secondo la Melandri «bisogna sollecitare gli enti locali a istituire le consulte dove ancora non ci sono», ma anche «trovare un meccanismo che ci porti alla Consulta delle consulte», un organismo rappresentativo dei giovani «che includa anche le associazioni che non sono nel forum nazionale e che quindi rappresenti davvero tutte le realtà del mondo giovanile».
Una posizione questa, condivisa anche da Fabio Giovannini, presidente dei giovani della CNA, che però ha chiarito: «Va benissimo qualunque tipo di consulta nazionale, tuttavia è necessario dar vita a un organismo che sia reale espressione della rappresentanza giovanile in Italia dove tutte le categorie siano presenti in base alla loro vera forza».
I giovani, in sostanza, devono essere messi nella condizione di poter dire la loro efficacemente, ma evitando tavoli inutili e dispersivi.
«Esperienze passate hanno segnato il passo proprio a causa di una rappresentanza non vera delle forze in campo», ha continuato il presidente dei giovani della CNA. «Ad esempio il mondo della rappresentanza giovanile produttiva contava meno di realtà locali e molto settoriali».
Un organismo in cui i giovani sono chiamati a esprimere la loro posizione «deve guardare agli interessi generali del paese e non contrapporre studenti a imprenditori, piuttosto che rappresentanti di sud e nord e così via», insiste Giovannini. «Quel che servirebbe è un gruppo che lavora insieme per giungere a proposte utili allo sviluppo presente e futuro del paese», ha aggiunto il presidente degli under 40 della CNA. «Dal nostro punto di vista questo governo deve superare le divisioni interne per affrontare le vere riforme utili ai giovani, come la riforma della scuola e dell'università, che ci permetta di trovare il luogo ideale per costruire le basi per un futuro».
Secondo Giovannini i giovani possono essere una delle risorse più importanti dell'economia italiana. «Ecco perché puntare sull'imprenditoria giovanile può diventare una scelta strategica fondamentale, sia a livello nazionale che locale», aggiunge.
E proprio a livello regionale è di ieri l'annuncio di una nuova legge regionale per sostenere l'imprenditoria giovanile da parte della giunta della Toscana in sostituzione della legge 27/93. «L'idea portante della nuova proposta di legge della giunta per l'imprenditoria giovanile», ha spiegato l'assessore all'istruzione formazione e lavoro della Toscana, Gianfranco Simoncini, «è quella di puntare maggiormente sull'innovazione, individuata come fattore cruciale dello sviluppo della nostra economia».
«L'intervento della regione si propone, più nettamente che in passato, di stimolare la nascita di giovani imprese con forte potenziale di sviluppo, ad elevato contenuto innovativo o tecnologico, tali da consentire la crescita dell'occupazione, non solo in termini quantitativi ma anche di qualità», ha aggiunto. «Il che significa, fra l'altro, aumentare le opportunità di posti di lavoro stabili».
Allegati presenti:
CNA-La-Spezia-file-eliminato.pdf

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