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31/07/2003  Stampa

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Leggi questo comunicatoPORTO: GLI AUTOTRASPORTATORI ALZANO IL TIRO SUL TERMINAL LSCT

 

FITA-CNA CONFARTIGIANATO TRASPORTI
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LA SPEZIA LA SPEZIA
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COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO
(Inviato in E-mail e fax)


AUTOTRASPORTATORI ALZANO IL TIRO CONTRO IL TERMINAL LSCT
Le ore d'attesa al varco doganale hanno raggiunto le 4 ore che per i camionisti equivalgono a ore di guida sottratte alle 9 totali consentite dal Codice della strada nell'arco delle 24 ore
I camionisti chiedono che l'attesa non vada oltre i 50' e rivendicano pari dignità rispetto alle compagnie di navigazione da parte de La Spezia Container Terminal


LA SPEZIA 31 LUGLIO 2003 - Tensione alta tra gli autotrasportatori spezzini, aderenti alle associazioni Fita Cna e Confartigianato Trasporti, che operano nel porto della Spezia: da tre giorni l'attesa al varco doganale per le operazioni di carico e scarico dei Tir dura più di quattro ore. In base al nuovo Codice della strada queste ore di fermo dentro lo scalo, equivalgono a ore di guida sottratte alle 9 ore totali di guida che un camionista può effettuare nell'arco delle 24 ore. In più dopo le 4 ore e mezza di guida (idem per la durata d'attesa in porto) il camionista deve fermarsi per 45'. Il periodo di riposo successivo alle 9 ore di guida, a norma del Cds va da un minimo di 9 a un massimo di 11 ore ininterrotte. "Sono margini di tempo definiti rigorosamente per legge - commentano Vittorio Bragazzi e Enzo Mergoni responsabili rispettivamente Fita Cna e Confartigianato Trasporti - che un camionista deve assolutamente rispettare, per la sua sicurezza e quella degli altri automobilisti, e oggi in modo ancora più importante se teniamo conto della Patente punti, che per un autotrasportatore è essenziale per la sua attività. Restare a disposizione del terminal Lsct per quattro ore, significa impedire a un autotrasportatore di fare il suo lavoro o incorrere in situazioni non lecite. Basti pensare che per arrivare a Milano dalla nostra città, sono necessarie quattro ore, se sommiamo le 4 d'attesa nello scalo, e poi il viaggio di ritorno alla Spezia, è facile dedurre che i tempi del codice non posso esser rispettati. Il terminal Lsct si deve impegnare a rispettare i 50' entro i quali è dimostrato che si possono effettuare le operazioni compiute di carico e scarico. In assenza di azioni di concrete che determinano una migliore agibilità per gli autotrasportatori diventa reale l'ipotesi di manifestazioni che paralizzeranno l'attività dello scalo spezzino". Gli autotrasporti Cna e Confartigianato rivendicano inoltre maggiore considerazione, da parte della Lsct, anche sul piano aziendale in raffronto alle compagnie di navigazione. "Non vogliamo essere trattati come servitori delle compagnie. Siamo imprenditori a tutti gli effetti. I nostri investimenti sono pari se non superiori a quelli delle compagnie: una nave che trasporta 6.500 teu viaggia con 14 persone d'equipaggio, per movimentare i contenitori si richiedono 5.500 autisti e 5.000 camion. Ne consegue un identico valore d'impresa. Senza contare che la vera ricchezza del porto sono gli autotrasportatori. Le compagnie usano lo scalo e non esitano a lasciarlo quando le condizioni non sono per loro più convenienti. Un ricatto al quale ci ribelliamo. E se le cose non cambieranno siamo decisi a fermare i nostri motori, sarebbe un grave danno per l'economia portuale, ne siamo coscienti, ma così non si può continuare".
UFFICIO STAMPA

 

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