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14/09/2007  Stampa

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Leggi questo comunicatoSANGALLI SEGRETARIO NAZIONALE DELLA CNA. LA POLITICA PAVORISCA LA CRESCITA

 

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ORA LA POLITICA DIA AIUTO ALLA CRESCITA. Sangalli, scelte coraggiose già con la Finanziaria per il 2008. Il Segretario Generale CNA: tetto al peso del fisco, meno tasse e spese. E una nuova legge elettorale. Fosse per lui, il Vaffa-Day di Beppe Grillo sarebbe argomento buono per uno spettacolo comico. Ma vista l'aria che tira, con l'economia che rallenta, la manovra di bilancio per il 2008 in corso di preparazione, e una classe politica che fatica a (o forse non è in grado di) raccogliere la sfida del rinnovamento, Gian Carlo Sangalli, segretario generale della CNA, chiama tutti a raccolta. «Serve un salto di qualità da parte della classe politica», dice a CNA Inform@. «Il V-Day è la spia di un malessere, ma non vorrei che diventasse una soluzione comica ai problemi del paese». Che sono seri, a cominciare dal rallentamento dell'economia mondiale, più grave per un'Italia che anche nei suoi anni migliori degli ultimi otto, come il 2006 e il 2007, viaggia a tassi di sviluppo mai superiori al 2%.»Anzi, quest'anno la crescita sarà inferiore, forse 1,8% o un po' meno, ma in ogni caso si tratta di percentuali insufficienti per garantire sviluppo e competitività del paese», spiega Sangalli. «Tanto più se si pensa che in questa situazione aumentano i differenziali tra aree del paese». Alla ripresa d'autunno, insomma, «la priorità della politica deve essere lo sviluppo», sottolinea il segretario generale della CNA. «E’ necessario crescere di più». La Finanziaria del 2008 sarà una tappa fondamentale di un percorso molto difficile e Sangalli invita il governo a lasciar perdere i miraggi di tesori e tesoretti nascosti nel bilancio pubblico e poi lasciati brillare come specchietti per le allodole e a concentrarsi sulle cose da fare. Non moltissime, ma di importanza decisiva: «Le eventuali nuove risorse dovranno servire per diminuire la pressione fiscale sulle imprese, che hanno bisogno di fare investimenti e di crescere. Bisognerà anche pensare alle infrastrutture per garantire la mobilità, come i passanti di Mestre e Nord di Bologna e i lavori della Salerno-Reggio Calabria». Ancora più decisivo sarà il «contenimento della spesa pubblica, che nella scorsa legislatura è aumentata». Ma senza soluzioni miracolistiche e di pura risonanza mediatica, come il taglio delle auto blu. «Bisogna eliminare gli sprechi, cancellare gli enti inutili e studiare una nuova organizzazione istituzionale, perché le riforme di questi anni hanno creato più danni che vantaggi», sottolinea Sangalli «Il debito pubblico è una zavorra pesante, è necessario creare le condizioni perché i soldi finiscano nelle tasche della gente e vadano a finanziare gli investimenti delle imprese in nuove tecnologie, favoriscano la crescita delle dimensioni delle aziende».Passata la fase delle discussioni, è dunque arrivato il momento di fare scelte nette. «Ripeto, abbiamo bisogno di una politica che faccia il salto di qualità», sottolinea ancora Sangalli. «Per questo serve una legge elettorale nuova, che garantisca una legittimazione più chiara e un rapporto trasparente tra elettore ed eletto. Altrimenti si finisce una volta con la Lega Nord e una volta con Grillo e non ci sarà mai una classe politica legittimata e forte che si confronti all'interno di un progetto democratico. Saremo condannati a essere governati da coalizioni improbabili. E tireremo avanti con proteste che trovano eco clamorosa sui giornali e in tivù, lasciando intatti i privilegi del capitalismo monopolista, e finiscono per colpire solo le rappresentanze sociali». Ripartire dalle regole, insomma, è la condizione indispensabile per garantire il futuro dell'Italia. A condizione che la classe dirigente, rappresentanze di interessi comprese, capisca la gravità del momento. «Serve coraggio sulle pensioni, bisogna pensate a imposte più eque, e avere il coraggio di mettere un tetto alla pressione fiscale», dice Sangalli. «E poi l'altra priorità sono la liberalizzazione del mercato dell'energia, la concorrenza nei servizi pubblici locali e l'apertura degli ordini professionali». Uno sforzo da affrontare con la massima coesione e senza posizioni di vantaggio precostituite, come è avvenuto con la riduzione del cuneo fiscale sul costo del lavoro che ha dato vantaggi solo ai big. Presto incontreremo, per discutere della Finanziaria 2008, il viceministro dell'economia Vincenzo Visco e chiederemo che ai colloqui partecipi anche il ministro dello sviluppo economico, Pierluigi Bersani, perché bisogna mettere insieme politiche fiscali e politica industriale», osserva il segretario generale della CNA. «Prima però vogliamo essere certi che la riduzione del carico fiscale non sia indiscriminata, ma studiata sulla base di priorità settoriali e a favore di tutti i livelli di dimensione di impresa. Chiediamo chiarezza anche sullo scambio tra meno tasse e meno incentivi proposto da Visco e accettato da Montezemolo, bisogna stare molto attenti a non eliminare quelle agevolazioni che sono essenziali per una sana politica industriale». Un messaggio indirizzato più che al presidente del consiglio, Romano Prodi, a tutte le forze sociali. «Ora dobbiamo costruire, non è più tempo di mettere sul tavolo richieste corporative», conclude il segretario generale della CNA. «Serve la massima coerenza, non si può predicare la concorrenza e l'apertura dei mercati e poi razzolare in tutt'altra direzione». Chissà se Montezemolo ascolta...

 

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