13/11/2004
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ZOOM SULLA PESCA NELLO SPEZZINO
COMUNICATO STAMPA
ZOOM SULLA PESCA NELLO SPEZZINO: 242 PESCATORI PROFESSIONISTI, 500 MEMBRI DEGLI EQUIPAGGI, 2.343 TONNELLATE DI PESCATO E 380 TONNELLATE DI ORATE
Ma i pescatori del neonato Sindacato Pescatori Spezzini , associato alla Cna, dicono: “Non possiamo restare al Molo Italia. Senza un’area dove poter lavorare il comparto rischia la paralisi”
Franco Pomo direttore tecnico Autorità Portuale dà fiato alla speranza: “Cadimare sarà la nuova casa dei pescherecci”
La Spezia, 13 novembre 2004
Sono 242 i pescatori professionisti che operano nel mare spezzino, 500 quelli imbarcati che formano gli equipaggi, 2.343 le tonnellate di pesce pescato e 380 le tonnellate tra orate e branzini. Sono questi i dati forniti questa mattina dal comandante della Capitaneria di Porto della Spezia Ilarione Dell’Anna in occasione della presentazione della neonata Associazione Pescatori Spezzini costituitasi su iniziativa della Cna. “La pesca è un comparto che alla Spezia ha radici antiche, che registra una forte tenuta sul mercato per la qualità del prodotto, ma che rischia la paralisi a causa della mancanza di un adeguato spazio dove poter lavorare al rientro dalle battute di pesca - ha detto Tommaso Pernice primo presidente del sindacato pescatori - Il nostro obiettivo è la valorizzazione dei prodotti ittici del nostro mare, la cui qualità è sempre più apprezzata dai consumatori. Ma per migliorare e dare concretezza alle opportunità di sviluppo della pesca abbiamo bisogno di avere servizi più efficienti. In particolare occorre mettere a disposizione dei pescherecci un’area dedicata. Alle istituzioni chiediamo, inoltre, interventi di carattere normativo e legislativo per contenere i costi di gestione, in particolare per il costo del gasolio da trazione, che ha raggiunto cifre record”. La prima voce a sostegno delle rivendicazioni dei pescatori spezzini è del direttore Cna Angelo Matellini: “La nostra associazione è partner delle imprese e realizza questo principio ogni volta che se ne presenta l’occasione. Come Cna abbiamo contribuito, assieme all’Autorità Portuale, a risolvere ai pescatori un piccolo problema che per loro era però di grande importanza: la realizzazione al molo Italia di 4 bocchette per l’acqua dolce, che i pescatori chiedevano da tempo senza risultato. Ora il nostro impegno è finalizzato a valorizzare maggiormente questo comparto, specifico per una città di mare com’è La Spezia”. A dare un’accelerazione alla soluzione del problema dell’area pro-pescatori è intervenuto Franco Pomo direttore tecnico dell’Autorità Portuale: “In un recente passato l’Autorità Portuale aveva predisposto un progetto d’ampliamento del molo Italia con lo scopo di permettere il transito dei mezzi, a senso unico, in prossimità della banchina ed il passaggio pedonale in sicurezza al centro del molo realizzato con viale alberato a palme rialzato su tre gradini.
Tutto ciò perché l’attuale situazione di precarietà dovuta al transito dei mezzi ed alle necessità di lavorazione delle reti determina un notevole disagio per il passeggio lungo il molo Italia. Va detto anche che il Piano Regolatore Portuale realizzato d’intesa con il Comune della Spezia riserva il molo Italia ad altre attività che saranno individuate dal progetto di water-front in fase di gara. Le imbarcazioni di servizio ormeggiate al molo (piloti, ormeggiatori, rimorchiatori) saranno ricollocati in apposita darsena realizzata in testata al molo Garibaldi, mentre per i pescherecci è previsto lo spostamento nella baia di Cadimare in un molo opportunamente attrezzato allo scopo. La viabilità d’accesso a Cadimare sarà, in ogni modo, potenziata con il passaggio previsto nella zona dell’Arsenale Militare dalla parte di Porta Marola. La sistemazione a Cadimare consentirà tra l’altro una reciproca valorizzazione del borgo e dei pescatori esaltando le caratteristiche marinare del comprensorio”. Per l’assessore alle Attività del Produttive del Comune della Spezia Pier Luigi Tivegna il nuovo water front dovrà tenere conto anche della pesca che definisce “un settore chiave dell’economia spezzina, che occupa oggi molti giovani ed è in fase di sviluppo”. Sulla consistenza della pesca nelle acque spezzine ha parlato il comandante della Capitaneria di Porto Ilarione Dell’Anna, che ha assunto il ruolo di testimone della nascita dell’associazione Pescatori Spezzini. “Un evento – ha detto - che pone l’accento sulla pesca marittima nella realtà locale, ma che dà anche la possibilità di far luce sulle nuove regole e disposizioni in materia, in continua evoluzione”. Tra le novità segnalate dal comandante Dell’Anna svetta l’etichettatura del pescato, messo in commercio nei negozi e supermercati: “I prodotti della pesca e dell’acquacoltura – ha spiegato Dell’Anna – ad eccezione della vendita diretta dal pescatore al consumatore, devono indicare specie del pesce, metodo di produzione e zona di cattura”. Altra novità, infine, annunciata dal comandante è la prevista costituzione delle Commissioni consultive locali da parte delle Regioni che subentreranno a quelle oggi attive nelle Capitanerie di Porto.
Ufficio stampa

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